martedì 24 febbraio 2009

Nucleare, accordo tra Italia e Francia con Enel-Edf

Sviluppo congiunto in Francia di quattro reattori e in futuro nuove centrali in Italia
Si svolge a Villa Madama a Roma il 26mo vertice italo-francese, a cui partecipano il premier Silvio Berlusconi, il presidente d'oltralpe Nicolas Sarkozy e sette ministri di ciascun Paese
Diversi i temi dell'incontro bilaterale che vanno dalla cooperazione nel settore energetico, con la firma di un accordo quadro tra Enel e la francese Edf sul nucleare, alla crisi economica globale, toccando anche l'impegno militare in Afghanistan e in Medio Oriente, la lotta alla pirateria e la Torino-Lione.Ma indubbiamente il nodo centrale riguarda proprio l'accordo di cooperazione sul nucleare che getta le basi di una stretta collaborazione in tutti settori della filiera, ricerca, produzione e stoccaggio. Il documento definisce le linee per lo sviluppo in Italia della tecnologia Epr, quella del reattore di terza generazione che ricalca il modello francese. Inoltre, Enel dovrebbe entrare con una quota del 12,5% nel progetto che prevede la costruzione di un secondo reattore nucleare in Francia a tecnologia Epr.Con il nuovo protocollo, Enel, che già collabora con la francese Edf, potrebbe aumentare così la sua partecipazione al nucleare francese. Come specificato dal presidente francese Sarkozy, l'accordo dovrebbe prevedere lo sviluppo congiunto in Francia di quattro reattori di nuova generazione (Epr) entro i prossimi dieci anni per poi, in un secondo momento, procedere a nuove centrali anche in Italia.Forti critiche dai Comunisti italiani, con Claudio Saroufim, responsabile Ambiente del Pdci, che sottolinea come «il presidente del Consiglio, infischiandosene del referendum con cui gli italiani nel 1987 hanno detto no al nucleare, e in barba al Parlamento stesso, firma accordi con Sarkozy per il rientro del nucleare in Italia» Per questo, sostiene Saroufim, «ci appelliamo al Presidente della Repubblica: non si può disattendere con tanta leggerezza, e sfacciataggine, la volontà espressa dal popolo italiano 21 anni fa».

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