Importante decisione della Direzione nazionale del Prc dopo la scissione vendoliana e lo sbarramento elettorale: alle prossime elezioni europee di giugno promuovere una lista unitaria della sinistra comunista ed anticapitalista, a partire dal simbolo del Prc. E’ un passaggio fondamentale per il superamento della diaspora comunista, che per avere successo dovrà, tuttavia, non solo trovare il più ampio accordo sul simbolo elettorale, ma soprattutto superare lo sbarramento elettorale del 4%. E questo si può ottenere se si fa una campagna elettorale né come un mero cartello elettorale né all’insegna di un nuovo partito (come fece la sinistra arcobaleno) ma per dare forza ai diritti dei lavoratori e dei soggetti sociali colpiti pesantemente dalla crisi. La costruzione della lista, dunque, ha bisogno da subito (non all’ultimo momento) di un processo dal basso, di massa, di unità d’azione fra le forze disponibili, per sostenere le lotte sociali in corso. Promuoviamo in ogni territorio assemblee, manifestazioni, vertenze, banchetti, raccolte di firme contro la crisi, assieme a tutte le potenziali forze politiche e sociali da coinvolgere in questo processo, invitando anche le organizzazioni sindacali (Cgil e sindacati di base) protagoniste delle lotte di questi giorni. Questo è il modo migliore per contrastare gli effetti demoralizzanti della scissione, per ridare entusiasmo al corpo militante del partito, per trovare nuovi militanti, soprattutto fra i giovani e i lavoratori. Da come i comunisti affronteranno la crisi economica dipenderà il loro futuro.martedì 17 febbraio 2009
Dal sito www.comunistinmovimento.it
Importante decisione della Direzione nazionale del Prc dopo la scissione vendoliana e lo sbarramento elettorale: alle prossime elezioni europee di giugno promuovere una lista unitaria della sinistra comunista ed anticapitalista, a partire dal simbolo del Prc. E’ un passaggio fondamentale per il superamento della diaspora comunista, che per avere successo dovrà, tuttavia, non solo trovare il più ampio accordo sul simbolo elettorale, ma soprattutto superare lo sbarramento elettorale del 4%. E questo si può ottenere se si fa una campagna elettorale né come un mero cartello elettorale né all’insegna di un nuovo partito (come fece la sinistra arcobaleno) ma per dare forza ai diritti dei lavoratori e dei soggetti sociali colpiti pesantemente dalla crisi. La costruzione della lista, dunque, ha bisogno da subito (non all’ultimo momento) di un processo dal basso, di massa, di unità d’azione fra le forze disponibili, per sostenere le lotte sociali in corso. Promuoviamo in ogni territorio assemblee, manifestazioni, vertenze, banchetti, raccolte di firme contro la crisi, assieme a tutte le potenziali forze politiche e sociali da coinvolgere in questo processo, invitando anche le organizzazioni sindacali (Cgil e sindacati di base) protagoniste delle lotte di questi giorni. Questo è il modo migliore per contrastare gli effetti demoralizzanti della scissione, per ridare entusiasmo al corpo militante del partito, per trovare nuovi militanti, soprattutto fra i giovani e i lavoratori. Da come i comunisti affronteranno la crisi economica dipenderà il loro futuro.
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