Epifani: una strada sbagliata,pericolosa per il sistema democratico. Cisl e Uil fanno da spalla al ministro Sacconi. Il Pd si limita a chiedere la concertazioneIl “ delitto” è stato commesso.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge delega che i mezzi di comunicazione definiscono “ riforma degli scioperi nel settore trasporti”. Davvero ci vuole molta fantasia da parte dei media di regime che copiano e mandano in onda le veline ministeriali per definire “ riforma” quel testo uscito dalla mente del ministro Sacconi, il cui odio per la Cgil,un sindacato che conta quasi sei milioni di iscritti si manifesta sempre e comunque. Si tratta in effetti del più grave attacco contro il diritto di sciopero e più in generale contro i diritti dei lavoratori portato da un governo, da una coalizione , come mai era avvenuto nel nostro paese. Neppure negli anni cinquanta, scelbismo imperante. La situazione relativa agli scioperi nel settore del trasporto pubblico è, di fatto, solo il pretesto per colpire più in generale un diritto fondamentale per una democrazia degna di questo nome. Non è un caso che, come scrivono le agenzie di stampa la cosiddetta riforma “ per ora” riguarderà soltanto il settore dei trasporti. Quel “ per ora” è tutto un programma e, come è noto in cantiere c’era un pacchetto più pesante che riguardava diversi settori.
I “consigli “di Bonanni e Angeletti
Sono stati Bonanni e Angeletti, i segretari di Cisl e Uil, a “ consigliare “ il ministro di fermarsi al “per ora”. E si vantano pure di questa loro impresa quasi non si trattasse , già ora, di un attacco di inaudita violenza al diritto di quei lavoratori che, come sindacalisti, dovrebbero difendere. Non solo. Al segretario della Cisl la delega votata dal consiglio dei ministri appare addirittura “ equilibrata” . E si aggiunge al coro delle destre, quasi un capofila in compagnia di Sacconi,contro la Cgil e il suo segretario,Guglielmo Epifani. Il ministro, fra l’altro, si produce in una provocazione , quando afferma che “ non c’è posizione autoritaria” e che in fondo “una grande organizzazione come la Cgil potrà decidere da sola la proclamazione di uno sciopero”. Quasi che Epifani chiedesse tutele per la propria organizzazione. Per quanto riguarda gli equilibri di cui parla Bonanni basta leggere la normativa prevista nella delega. A prescindere dal fatto che su una materia così delicata si possa procedere a colpi di delega al governo. Ma il governo è capace di questo e altro. Allora vediamo. Come era già noto,è confermato che potranno proclamare uno sciopero nei trasporti i sindacati che hanno complessivamente almeno il 50% della rappresentanza. In alternativa le organizzazioni che hanno almeno il 20% possono ricorrere al referendum preventivo che deve registrare almeno il 30% dei lavoratori. La soglia del 20% - ha precisato Sacconi- non va pensata per una sola organizzazione. Più sigle possono mettersi d’accordo per raggiungere la quota necessaria. Numeri che si possono giocare al lotto. Per quanto riguarda la regolamentazione dello sciopero “virtuale” viene demandata alla contrattazione tra le parti secondo modalità che le parti stesse decideranno. Per quella che, nel passato, veniva individuata come una forma di lotta e di protesta, ora Sacconi,bontà sua, lascia libertà di regolamentazione,trovando in Bonanni e Angeletti due “ spalle” come si usava negli anni che furono negli spettacoli di varietà. Il capocomico aveva sempre una spalla, che a volte prendeva a schiaffoni.
Cisl, ridicola, accusa Epifani di latitanza
Proprio il segretario della Cisl è il più accanito contro Epifani che, a suo dire, si “ sarebbe dato latitante e preferisce stare sul monte a criticare tutti”. “ A forza di evocare al lupo al lupo-prosegue- quando Epifani si vedrà giù per la valle nessuno saprà più vederlo. Farebbe bene a moderare le sue valutazioni, perché ogni giorno strilla che c’è un lupo in giro”.Impossibile commentare simili sciocchezze a fronte di un problema che riguarda la democrazia del nostro paese. Epifani che non è latitante ma, insieme allo Spi-Cgil, per esempio sta preparando la grande manifestazione dei pensionati che si svolgerà il 5 a Roma, risponde pacatamente,come è suo costume che “ sul diritto di sciopero non ci possono essere ambiguità, mentre Berlusconi sta imboccando una strada sbagliata, pericolosa per il sistema democratico, per la libertà delle persone e per l’alterazione che può determinare nei rapporti tra imprese e lavoratori”. E’ intervenuto ad un convegno sul Mezzogiorno, a Brindisi, dove Bonanni poteva trovarlo ed ascoltare le dure critiche rivolte al governo per il modo in cui affronta, o meglio non affronta, la crisi. Ed ha ricordato che “ siamo coloro che, per essere onesti, nel settore del trasporto aereo e ferroviario e nel trasporto pubblico locale, abbiamo pagato in termini di iscritti i prezzi più alti per essere rigorosi e coerenti nel rispetto dei codici di autoregolamentazione. Un conto è questo, un conto è provare a partire dal settore dei trasporti per mettere una cappa su un diritto di libertà che è per tutti noi il diritto allo sciopero”. “ Non c’è problema di conciliazione di diritti ( di chi lavora e di chi è utente ndr), ma è il segno che vuoi rendere più debole la capacità di rappresentazione e di risposta del lavoro e della sua dignità e rendere più forte quella della controparte. Per noi questo è inaccettabile”. Scende in campo anche il coordinatore nazionale del Sdl intercategoriale, Fabrizio Tomaselli il quale sottolinea che “ senza il diritto di sciopero lo scontro sociale si farà ancora più à accentuato” e, riferendosi alle posizione assunte dal segretario della Cisl, afferma che il disegno di legge delega lascia al governo “ la regolamentazione vera e propria, non per nulla si incide sui trasporti dove è più debole l sindacato confederale e maggiore la possibilità di conflitto. Non per nulla Bonanni si dichiara del tutto favorevole a questa nuova norma autoritaria che colpisce i più deboli e tutela i diritti delle aziende piuttosto che quelli degli utenti”. E il Pd? Fa appello alla concertazione. Ma i buoi sono scappati dalla stalla. Non se ne sono accorti e sì che i buoi sono molto grossi. Si chiamano con un sole nome: ammazza sciopero.
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