venerdì 31 luglio 2009

GLI OPERAI OMP IN GINOCCHIO

Il Partito della Rifondazione Comunista solidarizza con gli operai minervinesi a cui i padroni dell’azienda vogliono far subire una
Cassa Integrazione Straordinaria.
In questo modo 67 lavoratori (che da Febbraio vivono di Cassa Integrazione Ordinaria) finiranno ben presto in una condizione di povertà, poiché non in grado di vivere dignitosamente con la miseria della Cassa Integrazione Straordinaria, preludio probabilmente (augurandosi di sbagliare) di difficoltà ancora maggiori per i lavoratori metalmeccanici.
RIFONDAZIONE COMUNISTA:
1 Chiede
alle Amministrazioni, di ogni livello, un concreto impegno per la difesa dei posti di lavoro di cui gli operai potrebbero essere privati, impegnandosi a mettere a disposizione i propri rappresentanti per far valere la piattaforma sindacale;

2 Invita la cittadinanza a solidarizzare coi lavoratori dell’
Officina Meccanica di Precisione,
a cui stanno scippando il lavoro!

mercoledì 29 luglio 2009

E' LA FESTA!

Oggi a Castell'Arquato (PC) comincia l'ottava edizione della festa nazionale della Area programmatica del PRC, Essere Comunisti. I dibattiti saranno trasmessi su www.pdcitv.it

martedì 28 luglio 2009

Sindacati divisi sugli aumenti Cgil: no al patto separato

Ieri è partita una settimana decisiva per alcuni contratti,perlomeno quelli che potrebbero chiudersi senza dover aspettare la pausa agostana e la ripresa in settembre. Per capirci, sono in ballo quello degli elettrici, degli alimentaristi e dei metalmeccanici. Il più teso e complicato è quest'ultimo - già si sa che scivola in autunno. Mentre per gli altri due, nonostante gli scontri - anche aspri - tra i sindacati (Cgil contro Cisl e Uil) c'è ancora un filo che potrebbe portare alla firma, e in alcuni casi anche unitaria. Per gli elettrici sarà più dura, dato che i sindacati partono già con piattaforme distinte. Mentre gli alimentaristi hanno una piattaforma comune, ma all'ultimo incontro si era determinata una rottura a causa dell'uscita di Fai Cisl e Uila dal tavolo. Da ieri, però, pare che i contatti con la Flai Cgil si siano riannodati, e potrebbe esserci qualche novità anche a breve. Il tema che divide è ovviamente il patto separato sui modelli contrattuali del 22 gennaio: in questo senso, il tavolo degli alimentaristi è esemplare. Pur di non sconfessare quell'accordo, infatti, sia la Confindustria che Cisl e Uil hanno deciso di boicottare all'ultimo momento un accordo già chiuso tra Federalimentare e la Flai: l'ultima proposta Federalimentare era sui 136 euro per tre anni, cifra che però va ben oltre la prima offerta (117 euro), in linea con l'accordo del 22 gennaio. L'atteggiamento confindustriale, con Alberto Bombassei che avrebbe bloccato gli industriali alimentari poco prima della firma, è comprensibile: comunque, ritornare indietro rispetto ai 136 euro, alle imprese conviene. Meno comprensibile, piuttosto, è che Cisl e Uil non abbiano fatta propria una proposta economica più alta: e sembra che in questo caso sia stato il segretario Cisl Raffaele Bonanni a stoppare le categorie. «Adesso dobbiamo fare di tutto per tornare al tavolo, e Federalimentare non deve adottare la strategia del gambero - ha spiegato ieri Stefania Crogi, segretaria generale Flai Cgil - Non può più tornare indietro rispetto a una cifra già messa sul tavolo, cioè 136 euro. Noi ci auguriamo anche di riannodare con Fai e Uila, il contratto va chiuso unitariamente». Secondo Crogi, «il contratto era arrivato già a buoni contenuti normativi: la banca ore, la flessibilità in entrate ed uscita per le lavoratrici madri, il rafforzamento del ruolo delle Rls, con più ore di formazione; il fondo sanitario integrativo a carico delle imprese. Ma poi lo scoglio si è visto con il salario - conclude la segretaria Cgil - La piattaforma è condivisa dai lavoratori, dunque speriamo di riannodare tra di noi: possiamo anche chiudere in queste settimane, dato che le nostre industrie lavorano sempre, essendo stagionali». Per gli elettrici, si ripropone lo stesso mood dell'aumento, solo che la divisione è già «istituzionalizzata» con due piattaforme: i negoziati si aprono domani. La Filcem Cgil chiede 190 euro per tre anni - superando i paletti fissati dall'accordo del 22 gennaio; Flaei Cisl e Uilcem non hanno indicato un importo, ma se devono attenersi al 22 gennaio, di certo la richiesta sarà inferiore.Il tavolo dei metalmeccanici è tradizionalmente quello che - per la sua forza simbolica - orienta gli altri del settore privato. Infatti è quello più teso: ed è l'unico, anche, dove la Cgil ha scelto di chiedere il rinnovo sul biennio invece che sui tre anni, non ritenendo valida tra l'altro la disdetta di Fim e Uilm sulla parte normativa (infatti la Fiom chiede solo il rinnovo del biennio). Le distanze tra i sindacati, appaiono dunque ancor più abissali: la Fiom chiede 130 euro per il biennio 2010-2011, mentre Fim e Uilm chiedono 113 euro per il 2010-2012. Fim e uilm hanno consultato solo i propri iscritti, raccogliendo il 97% di sì. La Fiom sta ultimando di consultare tutti i lavoratori (anche quelli non tesserati) e nei prossimi giorni diffonderà i risultati. Il prossimo incontro aziende-sindacati si svolgerà in settembre, e c'è già chi scommette che Fime Uilm siano pronte alla stretta finale.

lunedì 27 luglio 2009

PASSATA LA FESTA CI SI SCORDA DEL SANTO

Trascorsa l’infuocata campagna elettorale, durante la quale si è avuta ancor una volta dimostrazione del basso livello a cui è precipitata la politica con l’avvento di trasformismi, mediante scambi sottobanco di posti di rilievo e la demonizzazione dell’avversario con l’insulto più spregevole, TUTTO TACE!
La nostra Amministrazione sta tornando a fare ciò per cui finora si è distinta dalle altre: NULLA.
Della realizzazione delle tante promesse elettorali (e non) NEMMENO L’OMBRA!
Per uscire dal vago si vuol portare all’attenzione di voi cittadini un problema che certamente è molto sentito: la manutenzione stradale. Prima ancora che di quelle cittadine si vuol denunciare LA DISASTROSA CONDIZIONE IN CUI VERSANO LE STRADE CHE COLLEGANO IL CENTRO URBANO CON LA CAMPAGNA:
UNO SPETTACOLO VERGOGNOSO! UN VERO SCHIFO!
Senza timore d’esagerare, si può dire che, per chi si reca nelle campagne, il viaggio possa essere persino pericoloso per via delle buche a formaggio svizzero che ricoprono le nostre strade…
RIFONDAZIONE COMUNISTA e COMUNISTI ITALIANI non sono solamente critici nei confronti dell’Amministrazione ma nache propositivi, pertanto INVITANO il Sindaco e l’ Assessore competente a darsi una mossa nella risoluzione di questo pericoloso problema, coscienti del fatto che la Giunta abbia messo a disposizione 250000 euro, originariamente destinati alla riduzione del prelievo fiscale (tasse), per porre rimedio a queste situazioni. Come Antonio Gramsci, che odiava gli indifferenti, non si sarà più clementi nella valutazione di chi attua una politica menefreghista nei confronti del nostro territorio.

lunedì 20 luglio 2009

Federazione rossa

La sinistra lancia la sua federazione. Prc, Pdci, i socialisti di Cesare Salvi più sindacati di base, movimenti e associazioni provano la carta dell'unità. E poco importa, almeno per ora, che non tutti i promotori la vedano allo stesso modo. E' sabato, e in una Roma deserta e radiosa quasi mille persone (750 quelle registrate ufficialmente) passano più di sette ore chiuse in un centro congressi per discutere appassionatamente di crisi della democrazia, autunno della sinistra e cedimento strutturale del neoliberismo. Sì, il dibattito sì: «Un nuovo inizio», è lo slogan della giornata. E forse arriverà nonostante i dubbi e le divisioni che ci sono anche tra simili.Decine di interventi - anche di interlocutori non direttamente interessati al progetto come Vincenzo Vita (sinistra Pd), Marco Ferrando (Pcl), Roberto Musacchio (Sinistra e libertà) - conclusi dai due segretari Oliviero Diliberto (Pdci) e Paolo Ferrero (Prc) illustrano invariabilmente un paesaggio cupo. E' la gaudente Italia di Berlusconi ma sembra qualcosa a metà tra la Germania di Weimar (Ferrero) e un incubo orwelliano da grande fratello (Vita). La democrazia è appesa a un filo e neanche il lavoro, fondamento della Repubblica, se la passa tanto bene. Per non parlare del mondo, sull'orlo della catastrofe ambientale e sociale. Se questo è il quadro è come minimo obbligatorio provare a unire le forze sparse a sinistra del Pd. E la federazione che viene proposta è un contenitore che permette a tutti di sentirsi a casa senza prima distruggere la propria. Almeno così lo spiega Paolo Ferrero anche se intorno a lui tutti, perfino da sponde opposte, descrivono la federazione come un passaggio intermedio verso un nuovo partito. «La federazione sarà un vero soggetto politico che opera sulla base del principio democratico», esordisce Cesare Salvi nella relazione che apre la giornata. E anche per Diliberto questa federazione è un passo intermedio («l'unità possibile») verso l'unità dei comunisti. Mentre sul versante opposto Augusto Rocchi (coordinatore dei «vendoliani» rimasti nel Prc) la vede invece come un passaggio verso un nuovo «soggetto unitario e plurale» aperto a tutti e non solo ai militanti della falce e martello. Faremo «una sinistra antiliberista e autonoma dal Pd dove nessuno si senta ospite», promette Vittorio Agnoletto, descrivendo un soggetto simile alla Linke tedesca, alternativa ai socialdemocratici e dunque al nodo del governo, qualificata socialmente per identità e politiche da fare.Altrimenti il rischio del Pci bonsai è dietro l'angolo. Timore che Paolo Ferrero evidenzia con la massima cura quando apre ogni paragrafo della sua relazione ribadendo il suo accordo «totale» con Diliberto. Nel Prc ma non solo si teme l'arroccamento identitario o le diatribe sull'«andare oltre» che hanno già sfasciato Rifondazione e diviso la sinistra. Vita sale sul palco si rammarica della chiusura unanime verso il Pd. Insiste almeno per una «sinistra creativa» che dalla sconfitta comune di riformisti e comunisti trovi il gusto di studiare insieme in una fondazione. Concludono i due segretari. Diliberto è brutalmente realista: «Le nostre organizzazioni sono inefficaci. Compagni, non possiamo fare nemmeno un'interrogazione parlamentare». Quindi per il segretario del Pdci servono nuova linfa, nuove idee, anche se dalla falce e martello e dalle radici comuniste non si può prescindere: «Io sono marxista e voglio ragionare con quelle categorie». Un po' scettico anche Claudio Grassi, che impugnando l'intervista di Gianni Rinaldini (Fiom Cgil) ieri su Liberazione, preferisce concentrarsi sull'unità d'azione, sulle cose da fare contro la crisi più che discutere di contenitori tutti da verificare. Ferrero prova a giocare d'anticipo sminando il campo, difende con passione un'aggregazione aperta, perché «la vera sfida è riuscire a costruire un nuovo modo di stare insieme, per evitare che il 5% di cose che non condividiamo ci obblighi a rompere, come è stato in passato». Nella sua relazione il segretario del Prc prova a tirare le conclusioni senza scontentare ciascuno: autonomia dal Pd vuol dire nessuna possibilità di governare insieme a livello nazionale. Non esclude alleanze alle regionali e, a differenza di altri, è più possibilista su un rapporto con un'Udc non «cuffariana». Interloquendo direttamente con Luigi Ferrajoli, che nel suo intervento della mattina ha delineato il crollo della democrazia e i rischi del berlusconismo, Ferrero ribadisce che il centrosinistra può rinascere solo contro il bipolarismo, per una breve stagione di riforme costituzionali di garanzia democratica (conflitto di interessi, ripristino della legalità, legge elettorale proporzionale). Le alleanze onnicomprensive hanno ucciso la sinistra e non si faranno più. Il divorzio, per ora, è consensuale.Divisi e dubbiosi ma ci si prova. A fine ottobre (in tempo per le regionali) si farà un secondo appuntamento nazionale di bilancio e di varo vero e proprio. Nel frattempo, si costruiranno altre assemblee territoriali che discuteranno un manifesto «ideale», uno statuto di regole, una lista di cinque cose da fare subito contro una crisi economica che in autunno, alla fine dei turni di cassaintegrazione, butterà per strada decine di migliaia di lavoratori. Non a caso, viene sostanzialmente accolta senza obiezioni la proposta di Gian Paolo Patta (Cgil ed ex sottosegretario del Pdci) di formare subito cento circoli in altrettanti luoghi di lavoro. Circoli dove ci si possa iscrivere direttamente al «nuovo soggetto» federato senza passare per i partiti le loro parzialità. Sipario. Sigla. Bandiera rossa.

venerdì 17 luglio 2009

LA RISCOPERTA DELLA CLASSE OPERAIA

Gli operai non esistono. L'hanno ripetuto così a lungo che stavamo per crederci anche noi. La società postindustriale, il postfordismo, prima ancora l'automazione e il sogno stantio che le macchine avrebbero sostituito le braccia e le gambe degli esseri umani, di cui si sarebbero salvati solo i cervelli. Forse era una predizione avanzata argutamente dagli indovini che avevano previsto la Grande Crisi e l'annessa distruzione di lavoro. Effettivamente, sono svariate centinaia di migliaia i tesserini di lavoro operaio stracciati nell'arco di un anno soltanto nel nostro paese, ancora di più quelli che faranno la stessa fine, per non parlare dei fuori-conteggio: altre centinaia di migliaia di precari ancor più invisibili rimandati a casa. E quanti aspiranti precari resteranno in attesa di tempi migliori per iniziare la loro maledetta via crucis?L'Italia è un paese giovane rispetto ad altri democraticamente più maturi come la Francia. Forse è per questo che ci comportiamo - maggioranze, opposizioni, media e, alla fine e di conseguenza, la stessa opinione pubblica - come i bambini che per cancellare quel che non vogliono vedere si coprono gli occhi con una mano. Per questo gli operai, da noi, non esistono più. Per questo, quando a mazzi da invisibili vengono trasformati in disoccupati usando l'ascia della crisi, non fanno notizia, figuriamoci se possono fare «politica», cioè contare, diventare voci centrali nelle agende della politica.In quanti si sono accorti della ripresa delle lotte di massa alla Fiat, a Termini Imerese decretata in stato terminale da Marchionne così come la fabbrica della Cnh in Emilia, a Pomigliano, a Melfi, finalmente a Mirafiori? In quanti sanno delle stazioni e dei binari occupati nel Belpaese, o dell'aeroporto di Alghero bloccato dai lavoratori di Porto Torres che l'Eni vorrebbe rimandare a casa per due mesi, almeno per ora?Le risposte sbagliate e quelle mancate alla crisi economica da parte del governo, la sottovalutazione della crisi da parte dell'opposizione, l'odiosa crescita dell'ingiustizia fiscale e sociale, stanno facendo esplodere il mondo invisibile di chi lavora, con le braccia e con la mente. La crisi economica è diventata emergenza sociale anche se quasi tutti fanno finta che non esista - potenza dell'ottimismo, potenza dei congressi di partito che, questi sì, sono la priorità italiana. Possono votare in maggioranza a destra, o non votare, i lavoratori dipendenti, compresi molti con la tessera della Cgil. Ma quando vengono trasformati da invisibili in disoccupati, quando si rendono conto che sono stati prescelti per pagare la crisi per tutti - evasori, banchieri, industriali, manager - mentre le rendite vengono sottotassate e le imprese e le banche salvate con il danaro pubblico, finisce che si incazzano.In Francia si incazzano ancora di più che in Italia e alzano il livello dello scontro. Dai minisequestri dei manager si è passati alla concreta minaccia di far esplodere le fabbriche che i padroni vogliono chiudere. Queste forme estreme di lotta operaia sono riconosciute per quello che sono: forme di lotta, autodifesa operaia. Tant'è che in Francia si tratta con i ribelli, solo ieri sono state tolte le bombole di gas piazzate per far saltare uno stabilimento, grazie all'impegno ad avviare un confronto sul futuro dell'occupazione e dei salari.In base a quale scaltro ragionamento da noi si esclude che la lotta in difesa del lavoro e dei salari possa assumere queste forme esasperate? Gli operai di Termini Imerese, o di Pomigliano d'Arco, o di Porto Torres, sono forse fatti con una farina diversa rispetto a quella con cui sono impastati i loro compagni francesi? L'autunno è alle porte, quarant'anni dopo quello caldo del '69. Ne vedremo delle belle.

giovedì 16 luglio 2009

Pensioni, equiparare l'età pensionistica donne-uomini è inaccettabile

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se



Il governo Berlusconi prosegue nella sua linea di far pagare la crisi ai lavoratori e nello specifico alle lavoratrici. La proposta di aumentare l’età pensionistica per le donne, comporta, oltre al danno, la beffa. Il danno perché sulle spalle delle donne pesa già un enorme lavoro domestico che si somma al lavoro salariato.
La beffa perché tutto questo viene fatto in nome dell’eguaglianza, come se fare l’eguaglianza tra diseguali non fosse la peggiore ingiustizia che sipuò commettere.Invitiamo le donne e le organizzazioni sindacali a mobilitarsi contro questa ulteriore porcheria escogitata dal ministro all'Economia e dal governo delle destre.



mercoledì 15 luglio 2009

ANDIAMO VIA DALL'AFGHANISTAN. ORA!

Dichiarazione di Claudio Grassi, responsabile nazionale Organizzazione ed esponente Segreteria nazionale del Prc.
In Afghanistan si continua a combattere e a morire a causa di una guerra sbagliata e insensata, voluta dagli Usa e a cui l’Italia si è accodata, una guerra che non ha portato affatto alla pacificazione dell’area, che ha riprodotto e resi più forti i Talebani e che non ha minimamente ridotto, ma anzi aumentato, la produzione illegale di droga. Oggi, purtroppo, è toccato a un militare italiano, alla cui famiglia va tutto il nostro più sentito cordoglio, morire, mentre altri tre soldati sono stati feriti, ma nei mesi e anni passati è toccato a molti altri.Proseguire imperterriti nel mantenere il nostro contingente militare in Afghanistan è una vera follia, oltre che una vergogna, visto che lì si combatte una guerra fuori da ogni regola e principio del diritto internazionale. L’Europa dovrebbe farsi promotore di un vero processo di pace, ma innanzitutto dovrebbe astenersi dal proseguire ostilità che creano solo lutti, morti e disperazione.Agli Stati Uniti, che ora “scoprono” di aver fatto torturare e morire anche dei prigionieri di guerra, e al loro presidente Obama, che ha dichiarato di voler seguire una politica diversa da quella di Bush, chiediamo coerenza: gli Usa abbiano il coraggio di mettere fine all’occupazione e l’Onu si faccia garante di aprire un vero e serio processo di pace, coinvolgendo tutte le parti in lotta.

martedì 14 luglio 2009

venerdì 10 luglio 2009

IL G8 DELLE CARCERI

Un intero piano del carcere romano di Regina Coeli è stato svuotato nei giorni scorsi per poter accogliere gli arrestati del G8. Lo racconta l'assessore al Bilancio della Regione Lazio Luigi Nieri che ieri è andato a visitare a Rebibbia le tre ragazze detenute da martedì mattina. Un clima, quello romano, sostanzialmente tranquillo nelle piazze, ma che racconta bene quelle che sembrano essere le intenzioni del Viminale. Non è stato semplice ieri per gli assessori e consiglieri regionali incontrare gli otto arrestati durante le manifestazioni della vigilia del G8. «All'inizio non volevano farci vedere le ragazze - ha raccontato l'assessore regionale Nieri - ed è stata la prima volta in assoluto che ci hanno fatto resistenza nel vedere un detenuto». Le condizioni di una delle tre ragazze recluse nella sezione femminile di Rebibbia non è delle migliori. Secondo Nieri - che era accompagnato da Roberta Bartolozzi dell'associazione Antigone - una delle più giovani sarebbe stata malmenata al momento dell'arresto e «riporta lividi alle gambe, dietro la schiena e al braccio destro». Una versione che è stata confermata anche da Simonetta Crisci, avvocato del legal team, che sta seguendo l'iter processuale per alcuni degli arrestati.Situazione difficile anche per i cinque ragazzi detenuti a Regina Coeli. «Non sanno neppure esattamente quali siano i reati a loro contestati e non sono ancora stati interrogati», spiega la consigliera regionale Anna Pizzo. «Tra di loro c'è un ragazzino di 20 anni, arrivato il giorno prima da Valencia e rastrellato alla stazione Termini - continua - mentre un secondo arrestato ha ripetuto più volte di non sentire da un orecchio e di aver richiesto una visita specialistica che ancora non ha ottenuto».E' l'Onda a non piacere alle forze dell'ordine. Anna Pizzo racconta le battute di alcuni agenti della Polizia penitenziaria: «Abbiamo fatto fuori l'onda». Agenti che quando qualcuno degli arrestati ha fatto notare che le porte delle celle erano chiuse fino a pochi minuti prima della visita dei consiglieri, rendendo l'aria irrespirabile, «hanno subito intimato a tutti di tacere», ricorda la consigliera Pizzo. Nessuna notizia è arrivata invece sugli altri due arrestati di martedì sera, uno spagnolo ed un italiano fermati alla stazione Termini.Condizioni critiche, dunque, per i ragazzi, tutti giovanissimi, oggi alle prese con carceri sovraffollate e invivibili. La sezione femminile di Rebibbia, ad esempio, ha oggi 350 detenute, ovvero un numero pari a quello pre indulto. Questa mattina i primi otto saranno probabilmente interrogati dal Gip per la convalida. Il Pm di Roma Giuseppe De Falco ha già chiesto ieri la conferma della custodia in carcere. L'accusa che la Procura di Roma sta ipotizzando è di danneggiamento, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e di porto e detenzione di oggetti contundenti.La giornata è stata relativamente tranquilla. In mattinata cinque ragazzi erano stati fermati a Piazza Di Spagna mentre tentavano uno strip tease in gruppo, ironicamente diretto a Berlusconi, esponendo uno striscione con la scritta «manteniamo il clima freddo così Berlusconi può tenere i suoi vestiti addosso». Nel pomeriggio la Polizia ha poi denunciato due fotografi con l'accusa di aver favorito la fuga di alcuni attivisti di di V-Strategy, dopo il lancio di vernice all'interno di un negozio della Benetton.

martedì 7 luglio 2009

Giovani Comunisti: "La repressione è in corso. E' il segno di una democrazia fragilissima"

La repressione in corso in queste ore a Roma e in diverse altre città italiane è il segno di una democrazia fragilissima.Soltanto a Roma sono stati fermati più di trenta studenti dopo che la polizia ha caricato un corteo pacifico di centinaia di studenti e ha inseguito uno per uno gli studenti dispersi. I Giovani Comunisti esprimono solidarietà ad ognuno di loro e continuano a manifestare al fianco di quanti, in questi giorni, hanno dato vita a manifestazioni di proteste nelle Università e nelle piazze.È una vergogna inaccettabile per uno Stato democratico, che segue le perquisizioni e gli ordini di cattura emessi dalle questure nella giornata di ieri.Si vuole annichilire un movimento capace di riversare nelle piazze centinaia di migliaia di studenti uniti nella lotta per una istruzione libera e pubblica, che sentono il peso delle politiche neoliberiste e della crisi economica a che, per questo, chiedono che questo prezzo sia causato da chi questa crisi l'ha voluta e causata.Le mobilitazioni del movimento di questi giorni dimostreranno che esso è maturo e che non cadrà nella trappola delle provocazioni.


lunedì 6 luglio 2009

G8, arresti ad orologeria in previsione del vertice dell'Aquila: inaccettabili

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se

Gli arresti di stanotte, che seguono le limitazioni del diritto a manifestare attuate in varie occasioni dal governo ed un clima di intimidazione in occasione delle manifestazioni, segnalano in modo pieno la strategia del governo: cerca di trasformare il confronto politico e sociale in un problema di ordine pubblico e in questo modo di circoscrivere e ridurre al minimo le espressioni del dissenso. Il tutto mentre i provvedimenti del governo - a partire dal pacchetto sicurezza - violano palesemente la Costituzione e legittimano il formarsi di squadracce in ogni città.

E’ del tutto evidente che gli arresti di stanotte sono arresti ad orologeria, tesi a criminalizzare il movimento contro il G8: si tratta di una operazione politica inaccettabile che denunciamo con forza.Per parte nostra siamo impegnati alla costruzione di un movimento di massa contro le politiche del governo e di Confindustria, a partire dalle iniziative contro il G8. Riteniamo infatti che solo la costruzione di un largo movimento di massa, non violento nei modi quanto radicale nei contenuti, possa sconfiggere il tentativo reazionario del governo e aprire la strada ad una uscita da sinistra e democratica dalla crisi attuale.

domenica 5 luglio 2009

G8, contro il disastro globale il Prc sarà in tutte le manifestazioni

di Alfio Nicotra, responsabile nazionale movimenti altermondialisti Prc-Se

Il Partito della Rifondazione Comunista parteciperà a tutte le mobilitazioni di contestazione al summit del G8, sia quelle diffuse sul territorio nazionale come la manifestazione del 4 Luglio a Vicenza contro la base Dal Molin, sia il Forum organizzato da diverse forze e movimenti il 7 Luglio a L’Aquila, sia la manifestazione nazionale prevista per il 10 Luglio nel capoluogo abruzzese
Invita le sue strutture a mettersi a disposizione affinché sia garantita la massima partecipazione e successo delle mobilitazioni e siano superate positivamente incomprensioni e contrapposizioni tra realtà di movimento. Il Prc lavora per un movimento unitario e di massa contro il G8 e le sue politiche e ritiene per questo legittima ed importante ogni mobilitazione che si ponga questo obiettivo.
Anche alla luce della crisi economica globale provocata dalle politiche neoliberiste e di guerra, il G8 è sempre di più un organismo abusivo, a-democratico e incapace di dare risposte ai bisogni di larga parte dell’umanità. Un organismo basato sul censo, ovvero sulla “ricchezza” degli Stati che lo compongono, appare sempre di più un insulto nei confronti delle popolazioni di un pianeta consegnato al collasso ambientale, ostaggio della speculazione finanziaria e dello sfruttamento crescente delle popolazioni da parte delle multinazionali e della logica del profitto. Proprio per questo riteniamo sbagliate le campagne di chi , usando il sacrosanto tema della lotta alla povertà, rischia di coprire queste responsabilità affidando al G8 una qualsivoglia funzione umanitaria.I responsabili della crisi non hanno infatti alcuna legittimità ad assumere decisioni sulla stessa. Gli stessi impegni presi a Genova nel 2001 sull’abbattimento del debito e sui fondi per la lotta all’Aids sono stati clamorosamente disattesi. Per questo il G8 dovrebbe essere cancellato e sostituito da una sessione straordinaria delle Nazioni Unite sulla crisi economica aperto ai rappresentanti della società civile, in particolare alle donne e alle organizzazioni dei lavoratori e dei diritti umani.Il tentativo del governo Berlusconi di farsi scudo della tragedia del terremoto per mettere a riparo un organismo screditato nell’opinione pubblica internazionale come il G8 è destinato al fallimento.Starà all’intelligenza dei movimenti e alla maturità della popolazione dell’Aquila, alla quale va la nostra solidarietà piena e il nostro rispetto, dare agli 8 grandi il benvenuto che meritano visto le gravissime loro responsabilità nella crisi planetaria.Dopo 8 anni il G8 torna a “celebrarsi” in Italia. Sono ancora aperte le ferite di Genova, fortissimo il ricordo e il dolore per l’assassinio di Carlo Giuliani e per coloro che si videro torturati , offesi nei corpi e nella dignità, da chi costituzionalmente era preposto a tutelarne e garantirne i diritti fondamentali. Tra gli otto “grandi” uno è rimasto lo stesso: il cavalier Silvio Berlusconi. Anche per questo non pensiamo che sia giusto aderire a richieste di “tregua” nei confronti di una persona e di un governo che ogni giorno umilia la democrazia, calpesta la libertà di stampa, attua politiche economiche e sociali a favore dei forti mentre si ostina ad ignorare le richieste di chi perde il lavoro, vive nella precarietà e non riesce ad arrivare a fine mese. Berlusconi porta il G8 nel “bordello globale” e cerca con una operazione di immagine di salvare se stesso e le sue politiche reazionarie. Noi saremo con i movimenti per rovinargli la festa e per rinnovare il nostro impegno per un altro mondo possibile e necessario.

venerdì 3 luglio 2009

"CONDANNATE DE GENNARO"

Il Pubblico Ministero chiede due anni di carcare per l'ex capo della Polizia che, ai tempi del G8 di Genova, costrinse il questore a testimoniare il falso sulla mattanza della Diaz

Due anni per l'ex capo della polizia - oggi al vertice dei servizi segreti - Gianni De Gennaro, con l'aggiunta dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici. E un anno e quattro mesi per l'ex capo della Digos genovese Spartaco Mortola. Sono condanne pesanti - non esemplari ma «da cittadini comuni», ha spiegato il magistrato in aula - quelle che il pm Enrico Zucca ha chiesto per i dirigenti della polizia che in tre anni di dibattimento hanno cercato di smontare il processo per il pestaggio della Diaz dello scorso G8, quello di Genova di otto anni fa, e sono dunque accusati di istigazione alla falsa testimonianza. L'anniversario di quella «macelleria messicana» incombe - era il 21 luglio 2001 - e il nuovo G8 in Italia è alle porte. A Montecitorio, poi, si parla sempre più spesso dell'inimicizia tra il capo dei servizi segreti italiani oggi alla sbarra e il presidente del consiglio. Eppure, De Gennaro si mostra sereno. Stringe mani, sorride e se ne va, conscio che tra l'udienza abbreviata e dunque a porte chiuse e i tanti scandali che attraversano lo stivale, di questa brutta faccenda ormai parlano in pochi.E dire che quella in questione è davvero una brutta storia. Secondo la procura fu lui, insieme a Mortola a convincere l'ex questore Francesco Colucci - già rinviato a giudizio per gli stessi fatti - a modificare la testimonianza durante il processo genovese su tre punti fondamentali. Il primo e più importante fra tutti, era escludere qualunque coinvolgimento dello stesso De Gennaro nella notte del pestaggio. Il capo doveva uscirne pulito al cento per cento e per questo Colucci doveva dire in aula che l'idea di convocare all'ingresso della scuola "perquisita" il capo ufficio stampa del Viminale era stata sua. Non di De Gennaro. È lo stesso Colucci a raccontare tutto in una telefonata di fine aprile 2007, all'epoca pubblicata in esclusiva dal manifesto: «Sono stato a Roma, sono tornato ora da Roma e praticamente io il giorno 3 devo venire a Genova - dice a Mortola - il capo m'ha dato le sue dichiarazioni. Mi ha fatto leggere, poi dice... tu devi, bisogna che tu un po' aggiusti il tiro sulla stampa».L'udienza va come da richiesta. Anzi, Colucci accusa l'unico dirigente della polizia archiviato durante le indagini, Lorenzo Murgolo, di essere stato al vertice della catena di comando dell'operazione, escludendo le responsabilità dei pezzi da novanta presenti quella notte che poi saranno tutti assolti (Gianni Luperi, oggi al dipartimento analisi dell'Aisi, Francesco Gratteri, ora a capo della Anticrimine e Gilberto Calderozzi al vertice dello Sco). Il seguito di quelle intercettazioni è lo scenario di un gioco a squadre. In cui i vertici della polizia passata ma anche presente - anzi, i vice di allora hanno tutti fatto carriera - si affrettano a schierarsi con gli imputati del pestaggio. E contro i pm. Il 4 maggio, dicono i nastri, Colucci richiama Mortola: «Ieri sera ho chiamato Manganelli .... sei stato bravo - dice l'attuale capo della polizia - è andato tutto molto bene, ce l'hanno detto gli avvocati». Colucci prosegue: «Poi stamattina m'ha chiamato il capo. Dice li hai, li hai maltrattati una cosa del genere, li hai., li hai... gli hai fatto la..., come ha detto, li hai... e no sbranati, li hai... va be insomma, una frase ha detto. In senso positivo, chiaramente». Il 7 maggio a telefonare è Francesco Gratteri: «È che volevamo farti un saluto con Gilberto. Quando si dicono le cose e si dicono come giustamente e correttamente le hai dette tu allora è doveroso, diciamo, da parte nostra insomma rendere omaggio, come posso dire, alle persone per bene. Ti siamo... vicini e riconoscenti...». Colucci ringrazia e aggiunge: «Lui (il pm, ndr) secondo me c'ha preso uno schiaffone da Manganelli. Ce n'ha preso un altro da me». E Gratteri soddisfatto: «Ma diciamo anche due».Il 22 maggio, inaspettato, arriva l'avviso di garanzia che accusa Colucci di falsa testimonianza. E qualche giorno dopo lui si sfoga, sempre con Mortola: «Manganelli stamattina m'ha detto: dobbiamo dargli una bella botta a sto magistrato, dice mi ha accennato che già qualche d'uno sta pigliando delle carte non troppo regolari».Le difese di De Gennaro e Mortola hanno già annunciato che respingeranno ogni accusa. L'avvocato Piergiovanni Iunca, che difende l'ex capo della Digos, dice che le intercettazioni sono inutilizzabili. Quello del "capo", il professor Franco Coppi, come il suo assistito dice che l'incontro c'è stato, ma non è avvenuta nessuna manipolazione. Le parti civili che si sono costituite - appena due oltre al Genoa legal forum - hanno risposto in aula che l'inquinamento delle prove «è stato un danno» per le vittime di quella notte. «È grave vedere alti vertici dello stato comportarsi come un sodalizio quasi criminoso», ha sintetizzato l'avvocato Laura Tartarini. Ma la domanda in fondo è una sola, la stessa che ha posto il pm Enrico Zucca in aula: «Dobbiamo credere che non ci sia falso solo perché l'imputato si chiama De Gennaro?». La gup Silvia Carpanini ha deciso di prendersi tutta l'estate per pensarci. La sentenza arriverà a settembre.


giovedì 2 luglio 2009

DDL BRUNETTA SULLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: PENALIZZATI I LAVORATORI – TAGLIATI I SERVIZI

IL PRC ADERISCE ALLO SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DEL 3 LUGLIO
DEI SINDACATI DI BASE

Il Decreto del ministro Brunetta sulla riforma della pubblica amministrazione è un provvedimento contro i lavoratori e contro la pubblicità dei servizi pubblici.

Introduce per legge la derogabilità dei contratti collettivi; usa la mobilità come arma di pressione su dipendenti; la progressione delle carriere e l’aumento dei salari diventano discrezionali; azzera i diritti fondamentali, previsti dalla Costituzione, penalizzando anche la qualità dei servizi pubblici.

Il disegno del governo Berlusconi è chiaro: la campagna contro i cosiddetti fannulloni è servita per tentare di contrapporre lavoratori del settore privato, con quelli del pubblico da un lato; dall’altro destruttura i servizi pubblici per favorirne la privatizzazione. Da questa cosiddetta riforma della Pubblica Amministrazione non si capisce quali siano i benefici per i cittadini utenti.

Migliaia di lavoratori precari rischieranno il posto di lavoro nel corso di luglio 2009. L’aumento dell’età pensionabile delle lavoratrici rappresenta un’ulteriore spada di Damocle sulle teste delle dipendenti pubbliche.


Rifondazione Comunista si batte:
* Per la difesa della Pubblica Amministrazione come strumento fondamentale dello Stato Sociale garante di servizi per tutti i cittadini.

*Per la stabilizzazione di tutti i lavoratori precari.

*Per il rilancio dei servizi pubblici.

*Per la difesa del potere contrattuale dei lavoratori.

*Contro l’innalzamento dell’età pensionabile delle lavoratrici pubbliche.

mercoledì 1 luglio 2009

Viareggio, grazie ai cittadini per la contestazione a Berlusconi. Tragedia figlia di politiche sbagliate

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se
Ringraziamo i cittadini di Viareggio che hanno contestato il premier Silvio Berlusconi al grido di "buffone" e "vergogna" perché quella contestazione ha dato voce al sentimento di chi usa il treno quotidianamente e oggi si sente preso in giro, dopo la tragedia di Viareggio.
E' davvero una vergogna che i soldi dello Stato vengano dati, da parte del governo, solo all'Alta velocità e mai per i treni pendolari e di linea, quelli che usano normalmente i cittadini italiani, e tantomeno per la manutenzione delle reti ferroviarie. Quello di oggi non è stato un incidente causato dalla fatalità ma il frutto di decenni di politiche sbagliate fatte dalle Ferrovie e dai governi, politiche in cui Berlusconi persiste imperterrito, nonostante tragedie drammatiche come quella di oggi.