lunedì 29 settembre 2008

APPELLO COMUNISTA

Il Partito dei Comunisti italiani esprime il proprio sdegno per la degenerazione che ha preso il dibattito politico minervinese.
Una polemica politica mossa dall’onda degli affarismi che nulla ha a che vedere con i problemi reali della intera comunità.
AI COMUNISTI NON IMPORTA QUALE NUOVA MAGGIORANZA GOVERNERA’ IL PAESE , MA INTERESSANO I MOTIVI PER I QUALI AD OGGI NON E’ STATO FATTO NULLA PER RISOLVERE I PROBLEMI DELLA CITTA’ CHE SONO NUMEROSI:
A chi ha dimenticato quali sono, ne riproponiamo i più gravi:

- Una strada regionale ancora da completare , che incentiverebbe il traffico commerciale a per il nostro Comune,
- La raccolta differenziata che vede questo Comune agli ultimi posti per quantità di materiali raccolti, ci chiediamo perché non vengono messi in atto gli strumenti per avviare progetti concreti di raccolta differenziata, che consentirebbero un risparmio di denaro considerevole per la tassa sui rifiuti per tutte le famiglie.
- la viabilità che affligge di gas di scarico il centro cittadino , costringendo all’asfissia la moltitudine delle persone presenti , nei luoghi di ritrovo pubblico , è un’ indecenza vedere anziani e donne con passeggini driblare nel traffico , ed altri consumare bibite e pizze tra le marmitte fumanti di gas velenosi.
- Il sovraffollamento delle linee della ditta provinciale S.T.P. che opprime da anni i lavoratori e gli studenti minervinesi pendolari, quotidianamente compressi durante il viaggio.
- l’assenza dal dibattito politico di una grande risorsa del territorio murgiano quale la Diga Locone non utilizzata al massimo delle sue potenzialità;

Questi sono, a nostro parere, il risultato del basso profilo dei trasformismi in atto nella maggioranza come nella opposizione e che tradiscono i reali problemi della nostra comunità ; il nostro ruolo è di stare dalla parte di chi subisce passivamente e denunciare una situazione difficile che riguarda tutti i cittadini.

Per una nuova stagione politica vista da sinistra.

martedì 23 settembre 2008

UN’ALTRA ITALIA, UN’ALTRA POLITICA


Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un'Italia ripiegata su se stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale l'emergenza è evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali e nei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali valori di umanità. Questa è la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella finanziaria è solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione e le teorie liberiste che l´hanno sostenuto. Una risposta che, naturalmente, ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il più grave è la crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un´altra idea di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle condizioni di vita delle persone. E´ una risposta che non può tardare ed è l´unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e politica. Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di un´opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi : riprendere un'azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso. La scommessa è ridare prospettiva a un ruolo dell´Europa quale principale protagonista di una politica che metta la parola fine all'unilateralismo dell'amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di estensione delle basi militari nel mondo, all'occupazione in Iraq e Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna giustificazione), ma anche alla sindrome da grande potenza che sta impossessandosi della Russia di Putin; imporre su larga scala un'azione di difesa di retribuzioni e pensioni falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli "omicidi bianchi" è necessario intensificare i controlli e imporre l´applicazione delle sanzioni alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro: lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione di un nuovo quadro legislativo; sostenendo il reddito dei disoccupati e dei giovani inoccupati; ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale e di economia solidale; respingere l'attacco alla scuola pubblica, all'Università e alla ricerca, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva. E´ una vera e propria demolizione attuata attraverso un'azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti, l'introduzione di processi di privatizzazione, e un'offensiva ideologica improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro unico, ecc.). L'obiettivo della destra al governo è colpire al cuore le istituzioni del welfare che garantiscono l´esercizio dei diritti di cittadinanza. L'affondo è costituito da un'ipotesi di federalismo fiscale deprivato di ogni principio di mutua solidarietà; rispondere con forza all'attacco contro le politiche volte a contrastare la violenza degli uomini contro le donne, riconoscendo il valore politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale, dell'autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali; sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere diritto di cittadinanza alle richieste dei movimenti per la libera scelta sessuale e per quelle relative al proprio destino biologico; sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni., prima fra tutti l´acqua. Quella che si sta affermando con la destra al governo è un´idea di comunità corporativa, egoista, rozza e cattiva, un´idea di società che rischia di trasformare le nostre città e le loro periferie nei luoghi dell´esclusione. Bisogna far crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al centro la massima efficienza nell´uso delle risorse e l´uso delle fonti rinnovabili. Superando la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle risorse in via di esaurimento. E´ fondamentale sostenere una forte ripresa del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del governo in campo energetico. Contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili, a partire dalle scelte del governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l´immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli. Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un percorso che dia voce ad un'opposizione efficace, che superi la delusione provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in affanno. L'attuale minoranza parlamentare non è certo in grado di svolgere questo compito, e comunque non da sola, animata com'è da pulsioni consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi dimostrano, dal caso Alitalia all'attacco a cui è sottoposta la scuola, dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali). Bisogna invece sapere cogliere il carattere sistematico dell'offensiva condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e sociale, per potere generare un'opposizione politica e sociale che abbia l´ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una mobilitazione a sinistra, per "fare insieme", al fine di suscitare un fronte largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di movimenti partiti, associazioni, comitati e singoli, sappia contribuire a contrastare in modo efficace le politiche di questo governo. Al tal fine proponiamo la convocazione per il 11 ottobre di un'iniziativa di massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a un´iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento è contribuire all´avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici sollevati.
Le prime adesioni Acerbo Maurizio, Alzetta Andrea, Amato Fabio, Agostini Andrea, Anna Picciolini, Bianca Pomeranzi, Mario Agostinelli, Vittorio Agnoletto, Giuseppe Albanese, Ciro Argentino, Giorgio Arlorio, Stefano Azzarà , Andrea Bagni, Imma Barbarossa, Gianni Belloni, Alessandro Biasoli, Mara Bianca, Carlo Baldini, Maria Luisa Boccia, Gabriele Bollini, Elio Bonfanti, Carlo Borriello, Benedetta Buccellato, Alberto Burgio, Sergio Bellucci, Nerina Benuzzi, Maddalena Berrino, Fausto Bertinotti, Stefano Bianchi, Marina Bosco, Giacinto Botti ,Bianca Bracci Torsi, Augustin Breda, Antonio Bruno, Gloria Buffo, Oriella Busetto, Paolo Cacciari, Maria Campese, Mauro Cannoni, Antonio Castronovi, Francesca Cavarocchi, Maria Grazia Campus, Guido Cappelloni, Wilma Casavecchia, Sergio Caserta, Cesare Chiazza, Elena Canali, Giuseppe Chiarante, Luciana Castellina, Bruno Ceccarelli, Stefano Ciccone, Aurelio Crippa, Mario Cena, Luigi Cerini, Gianpiero Ciambotti, Paolo Ciofi, Anna Cotone, Flavio Cogo, Eros Cruccolini, Claudio Cugusi, Rosa Maria Cutrufelli, Sandro Curzi, Luisella De Filippi, Elettra Deiana, Nunzio D'Erme, Dante De Angelis, Loredana De Checchi, Paolo De Nardis, Antonella Del Conte, Walter De Cesaris, Antonella Del Grosso, Jose Luis Del Rojo, Don Roberto Sardelli, Pippo Di Marca, Mauro Di Marco, Erminia Emprin, Roberta Fantozzi, Pietro Folena, Riccardo Ferraro, Ciccio Ferrara, Eleonora Forenza, Loredana Fraleone, Mercedes Frias, Francesco Francescaglia, Davide Franceschini, Matteo Gaddi, Stefano Galieni, Clara Gallini, Rocco Giacomino, Alfonso Gianni, Fosco Giannini, Paul Ginsborg, Franco Giordano, Sergio Giovagnoli, Claudio Grassi, Paolo Halacia, Heidi Giuliani, Igor Kocijancic, Chiara Giunti, Alfiero Grandi, Giuseppe Gonnella, Rita Guglielmetti, Margherita Hack, Giuseppe Joannas, Pietro Ingrao, Donata Ingrilli, Beniamino Lami, Antonio Lareno, Rita Lavaggi, Gigi Livio, Salvatore Lihygm, Mirko Lombardi, Roberto Latella , Umberto Lauren, Piero Leonesio, Carlo Leoni, Orazio Licandro, Lia Losa, Dora Maffezzoli, Ramon Mantovani, Graziella Mascia, Roberto Mastroianni, Corrado Mauceri, Filippo Miraglia, Sergio Mirimao, Citto Maselli, Giorgio Mele, Paolo Menichetti, Lidia Menapace, Siliano Mollitti, Mario Monicelli, Valerio Monteventi, Gennaro Migliore, Gianni Minà, Giorgio Molin, Emilio Molinari, Andrea Morniroli, Andrea Montagni, Roberto Musacchio, Fabrizio Nizi, Simone Oggionni, Andrea Occhipinti, Franco Ottaviano, Manuela Palermi, Mario Palermo, Gianni Palumbo, Luigi Pegolo, Elisabetta Piccolotti, Silvana Pisa, Francesco Piobbichi, Marina Pivetta, Simona Panzino, Giuseppe Prestipino, Giovanni Prezioso, Ciro Pesacane, Anna Piccolini, Bianca Pomeranzi, Renata Puleo, Carla Ravaioli, Luigi Regolo, Fausto Razzi, Simona, Ricotti, Tiziano Rinaldini, Giorgio Riolo, Anna Maria Riviello, Mino Ronzitti, Rossano Rossi, Giovanni Russo Spena, Giancarlo Saccoman, Mario Sai, Pino Sgobio, Ersilia Salvato, Pasquale Scimeca, Arturo Scotto, Luigi Servo, Anita Sonego, Claudia Sacconi, Raffaele K. Salinari., Paola Scarnati, Aldo Semeraro, Massimiliano Smeriglio, Niko Somma, Patrizia,Sentinelli, Antonio Sgrò, Gabriella Stramaccioni, Davide A. Squillanti, Bruno Steri, Gigi Sullo, Luigi Tamburino, Federico Tommasello, Patrizio Tonon, Massimo Torelli, Stefano Tassinari, Aldo Tortorella, Sergio Tosini, Luca Trevisan, Mauro Vannoni, Fulvio Vassallo Paleologo, Benedetto Vertecchi, Nichi Vendola, Jacopo Venier, Pasquale Voza, Sergio Zampini, Renato Zanoli, Maurizio Zipponi, Angelo Zola
Per aderire: 11ottobre2008@libero.it, oppure sul sito www.larinascita.org

giovedì 18 settembre 2008

DILIBERTO: ALITALIA. OK CGIL-AUTONOMI. PIANO CONTRO LAVORATORI


La nostra totale solidarieta' alla Cgil per la serieta' ed il rigore con cui ha difeso e difende la condizione dei lavoratori dell'Alitalia. Aver raccolto attorno a se' i sindacati autonomi, che hanno una seria rappresentanza, soprattutto tra i piloti e gli assistenti di volo e' una lezione di democrazia. La Cgil non puo' accogliere passivamente un piano privo di credibilita', di dubbia illegalita', presentato dal governo Berlusconi e da un gruppo industriali incuranti del destino dei lavoratori e del futuro industriale dell'Alitalia.

martedì 16 settembre 2008

Fiom, «non trattate con Confindustria la cancellazione dei contratti e del potere dei lavoratori»

Duro monito dei metalmeccanici alla Cgil. Cremaschi, «imprese e Governo puntano a una fabbrica e a un Paese senza diritti e con gli operai in ginocchio». La vicenda Alitalia ne è lo specchio
«Inaccettabile». Così è stato definito, all’unanimità, dal comitato centrale della Fiom l’ipotesi d’intesa presentata dalla Confindustria ai sindacati. Non ci stanno i metalmeccanici, tutti, a discutere di un modello contrattuale che cancella, di fatto, l’autonomia e la rappresentanza del sindacato
In gioco ci sono le condizioni di lavoro e di vita di milioni di lavoratori, che possono essere difese solo da un modello sindacale che fa leva sui rapporti di classe e che non si piega alle richieste del capitale. Non può esserci confronto su un piano di riforma contrattuale giudicato «inaccettabile» nel suo impianto generale perché «fondato su una totale subordinazione dei sindacati alle esigenze delle imprese, con un contratto nazionale che diventa strumento di programmazione della riduzione del potere d’acquisto per l’insieme dei lavoratori ed uno aziendale che viene limitato alle materie delegate dal nazionale, in cui gli aumenti retributivi saranno legati all’andamento della redditività e della produttività dell’impresa». Secondo il segretario generale della Fiom-Cgil Gianni Rinaldini è necessario interrompere la trattativa e convocare un nuovo tavolo «sulla base delle piattaforme presentate dai sindacati su fisco, prezzi e contratti» in cui siano presenti anche il Governo e le altre organizzazioni imprenditoriali.
«Il documento della Confindustria non è emendabile, non è che si può correggere in un punto e modificare in un altro - tuona Giorgio Cremaschi, della segreteria nazionale Fiom - È un documento rispetto al quale la posizione del sindacato non può che essere di un sindacato che voglia restare ed essere un sindacato della solidarietà e dei diritti e non un sindacato delle imprese. Quindi, quella del sindacato deve essere una posizione globalmente alternativa. La Confindustria propone un modello autoritario, altro che come ha scritto qualcuno a favore della contrattazione aziendale, per cui i contratti nazionali e i contratti aziendali decideranno che i lavoratori devono lavorare di più e guadagnare di meno».
Continua Cremaschi: «Il documento va complessivamente respinto. La Cgil non può sottoscrivere o trattare sulle basi di quel documento. Visto che la stessa Confindustria l’ha considerato e titolato “ipotesi d’accordo”, noi chiediamo alla Cgil di rompere la trattativa anche da sola. E di aprire una fase diversa in cui ci si confronta con il Governo, gli industriali e le altre realtà imprenditoriali su tutti problemi non solo sul sistema contrattuale ma anche su fisco, prezzi ed altro». Fortemente condivisa dalla Fiom la mobilitazione indetta dalla Cgil per il 27 settembre, che deve essere «il punto di partenza di un percorso di carattere nazionale», a cui dovranno far seguito altre iniziative di lotta condivise ed unitarie dei lavoratori.
Un no netto all’ipotesi di accordo viene anche dalle aree programmatiche Lavoro e società e Rete 28 aprile e dal segretario della Funzione Pubblica, Carlo Podda. Ma in tutta la Cgil, in importanti Camere del lavoro c’è fermento di fronte a possibili «mediazioni e compromessi» - come dice Guglielmo Epifani - da fare «a partire dai contenuti della piattaforma non dalla proposta della controparte». Il silenzio calato sulla segreteria nazionale, riunitesi ieri a Corso Italia, la dice lunga sulla delicatezza del confronto interno. Bisognerà capire come si porrà la Cgil di fronte all’impossibilità di trovare una soluzione unitaria con Cisl e Uil, disposti a firmare il testo padronale che condividono nella sostanza.

sabato 13 settembre 2008

martedì 2 settembre 2008

ATTO FINALE

Ancora una volta, nella nostra cittadina, si assiste ad una dimostrazione di settarismo e chiusura a tutto ciò che è nuovo, a tutto ciò che è giovane.
Questa volta il bersaglio del fango gettato dai soliti è la FEDERAZIONE GIOVANILE COMUNISTI ITALIANI (F.G.C.I. ), scambiata per una federazione calcistica (F.I.G.C.) dagli ignari.
Un vero e proprio attentato al libero pensiero e di “intolleranza”.
Un gruppo di giovani che ha sviluppato, nel tempo, la passione politica e che ha visto giusto su ciò che sta succedendo in Comune è stato paragonato ad un branco di volpini. Non ci si abbasserà ad una polemica puerile, ma dato che sono state dette non poche baggianate occorrerà rispondere con decisione. E’ QUELLO CHE FAREMO.
E’ stato detto che la F.G.C.I. ha contribuito alla scelta a candidato Sindaco del dott. Roccotelli. FALSO!
QUANDO MAI I COMUNISTI ITALIANI HANNO FATTO PARTE DELL’ULIVO???
Il P.d.C.I. non ha dato alcuna legittimazione politica a questa Amministrazione.
IDEA DI CUI SIAMO ANCORA ACCANITI SOSTENITORI!
Non accettiamo lezioni di alcun genere da chi, nelle scorse Elezioni amministrative, ha candidato TUTTO ED IL CONTRARIO DI TUTTO: dagli ex-comunisti, agli ex- democristiani e per finire agli ex- fascisti. La politica-spettacolo è utile solo per le aspirazioni degli stolti. Un atto d’onestà politica sarebbe stato presentare una mozione di sfiducia al Sindaco, cosa che non c’è stata! Tutt’oggi non ne capiamo le ragioni.Certamente la risposta è l’appello del Sindaco ai cittadini che conferma l’atto finale del fallimento dell’Amministrazione del P.D. a Minervino e soprattutto TENDE LA MANO ALL’ OPPOSIZIONE nella maniera più umiliante, PUBBLICAMENTE.
L’INCIUCIO E’ A PORTATA DI MANO
E LE POLTRONE SONO PRONTE
TUTTO CIO’ CHE IL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI AVEVA PREDETTO!!
Il Partito dei Comunisti è stato l’unico movimento politico a Minervino a denunciare con forza quanto stava succedendo in Municipio.
La mossa più trasparente ERA RICONSEGNARE LA PAROLA AI CITTADINI MINERVINESI CON NUOVE ELEZIONI. IL SINDACO HA PREFERITO ALTRO!
IL SENSO DELLO STATO E’ ANDATO SMARRITO. PER TUTTI NOI, CITTADINI, SI PROSPETTANO TEMPI INCERTI DI COMPRAVENDITA DI ASSESSORATI, DI TRASFORMISMO E DELL’ENTRATA IN GIUNTA DEL CENTRODESTRA.
E’ NECESSARIO RIAFFERMARE UNA NUOVA STAGIONE DELLA POLITICA NEL NOSTRO PAESE, RICOSTRUENDO LA SINISTRA PARTENDO DA NOI COMUNISTI ITALIANI!