sabato 31 maggio 2008

venerdì 30 maggio 2008

5 giugno 2008 Giornata di mobilitazione nazionale a sostegno del lavoro pubblico
Cari compagni e care compagne, in questi giorni il Governo delle destre per voce del Ministro Brunetta ha avviato una campagna mediatica accompagnata da ipotesi di controriforma, tese a depotenziare il lavoro e il ruolo della pubblica amministrazione, con il preciso intento di allontanare la distanza tra cittadini e lavoratori pubblici e per ridurre e privatizzare i servizi. Contro questa campagna strumentale e denigratoria, che nulla ha a che fare con la necessità di far funzionare i servizi pubblici, abbiamo deciso, come Partito dei Comunisti Italiani, di organizzare per giovedì 5 giugno 2008, una giornata nazionale di mobilitazione e di controinformazione attraverso la distribuzione di un apposito volantino (allegato alla presente) nelle principali città del nostro paese. Vista l’importanza dell’iniziativa si invitano i territori al massimo impegno per la buona riuscita della stessa, prevedendo dove possibile, iniziative con i media locali per dare risalto alla mobilitazione. ELENCO PRINCIPALI CITTA’ DOVE SI SVOLGERANNO I VOLANTINAGGI A SOSTEGNO DEL LAVORO PUBBLICO
TORINO, ALESSANDRIA, NOVARA, ASTI, VERBANIA, GENOVA, LA SPEZIA, SAVONA, IMPERIA, MILANO, BERGAMO, BRESCIA, CREMONA, MANTOVA, PAVIA, VARESE, VENEZIA, VICENZA, VERONA, PADOVA, TREVISO, FIRENZE, PISA, ANCONA, ASCOLI PICENO, FERMO, MACERTA, PESARO, PERUGIA, TERNI, ROMA, PESCARA, L’ACQUILA, CAMPOBASSO, CASERTA NAPOLI, SALERNO, BARI, FOGGIA, LECCE, TARANTO, MATERA, POTENZA, REGGIO CALABRIA, CROTONE, PALERMO, CATANIA, CAGLIARI, NUORO, SASSARI.

giovedì 29 maggio 2008

ISTAT: Una brutta fotografia dell’Italia

L’Italia fotografata dal Rapporto Istat sul 2007, presentato ieri, è un paese “dell’orrore”, che resta praticamente fermo, sempre più povero, con sempre maggiori diseguaglianze tra nord e sud e nella distribuzione della ricchezza. Un ritratto a tinte fosche, quindi, che dovrebbe far riflettere sull’urgenza di interventi a favore delle fasce più deboli della popolazione, pena la discesa tra i paesi più poveri d’Europa.
La metà delle famiglie italiane vive con meno di 1.900 euro al mese, una su tre fatica ad affrontare una spesa imprevista, una su sei non arriva alla fine del mese. Questo perché l’andamento delle retribuzione continua a scendere, attestandosi ben al di sotto della media europea. Dal 2000 al 2007 gli italiani si sono impoveriti ed i salari hanno perso il 3 per cento rispetto al resto del continente.
Ciò comporta situazioni drammatiche: il 6.2% dei nuclei ritiene di non potersi permettere un’alimentazione adeguata, il 10.4% un sufficiente riscaldamento per la propria casa, il 38.7% una settimana di vacanza l’anno.
E sul versante lavoro le cose vanno anche peggio, se possibile. È vero, la disoccupazione continua a diminuire, confermando un trend che oramai va avanti da una decina di anni, nel 2007 i disoccupati sono scesi ad un milione e mezzo, ma a questo calo non corrisponde un aumento dell’occupazione. Semplicemente, sono aumentati gli “inattivi”, ossia tutti coloro che, pur disposti a lavorare, non ricercano un’occupazione (quasi tre milioni di persone). Un trend che, naturalmente, interessa più il sud che il nord, tanto che aumenta il flusso di coloro che, per lavorare, decidono di lasciare la propria terra e andare alla ricerca di “lidi” migliori nella parte settentrionale del paese. Un ritorno al passato, insomma. E la conferma, casomai ancora ce ne fosse bisogno, che i giovani non credono più nella possibilità di costruirsi un futuro, rinunciando talvolta, purtroppo sempre più spesso, anche a provarci.
Ancora troppo poche sono le donne che lavorano in Italia, in confronto con gli altri paesi, forse perché a volte, spesso, sono costrette a decidere tra figli e lavoro.
Ci sono sempre meno laureati, soprattutto in materie scientifiche, ma è la nostra struttura produttiva a richiederne pochi, difatti la quota di occupati nelle professioni intellettuali continua a scendere, tanto che, oramai, si fatica a dire ai propri figli di studiare per assicurarsi un futuro.
Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Tutte cose che ripetiamo da tempo immemore, e che vengono ribadite da ogni rapporto dell’ISTAT da qualche anno a questa parte.
Sempre sperando che qualcuno, ogni tanto, dia un’occhiata a queste fotografie, accorgendosi che, mano a mano che il tempo passa, diventano sempre più scure.
Elisa Mariotti
Responsabile Nazionale Lavoro FGCI

mercoledì 28 maggio 2008

Pdci a Cuba: José Ramón Machado Ventura ha ricevuto Oliviero Diliberto

Machado ha ringraziato per la solidarietà manifestata dal Pdci e personalmente da Diliberto alla causa di Cuba.
La delegazioned del Pdci guidata da Oliviero Diliberto è composta anche dal resp. Esteri Iacopo Venier, dal resp. America Latina Stefano Fedeli e dal portavoce del Pdci Enrico Borellini.
La notizia è stata riportata anche sul Granma

martedì 27 maggio 2008

AGGRESSIONE FASCISTA ALL'UNIVESITA' LA SAPIENZA DI ROMA. VIGLIACCHI !!

La segreteria nazionale del PDCI esprime la sua più viva preoccupazione e condanna con forza l'ennesimo atto di stampo fascista avvenuto oggi a Roma alla Sapienza.
Alcuni ragazzi che attaccavano manifesti sono stati aggrediti da persone armate di coltelli e bastoni. Ora alcuni di loro sono in ospedale per le ferite riportare e uno dei ragazzisembra in gravi condizioni.Secondo i testimoni l'attacco è stato premeditato ed è opera di militanti di Forza Nuova, organizzazione della destra estrema.
A Roma, dopo la vittoria di Alemanno, fatti del genere si stannosusseguendo quotidianamente ed hanno sempre come obiettivo, immigrati, gay e giovani di sinistra.
E' un'escalation inquietante di rigurgiti di violenza fascista.
Ai ragazzi feriti, ai loro compagni ed ai familiari va la solidarietà piena del PDCI.

lunedì 26 maggio 2008

CONTINUI DISAGI PER I PENDOLARI DELLE LINEE DELLA S.T.P.

Sembrano non finire mai i problemi per coloro che sono costretti a viaggiare, chi per lavoro e chi per la scuola, con i pullman della Società Trasporti Provinciale. Infatti nel giro di una settimana per due volte sono stati costretti a rimanere a terra, a causa di guasti nei motori di due diverse macchine. Nonostante le precedenti proteste dei pendolari, tra cui quella dell’Ottobre 2007, durante la quale lavoratori e studenti bloccarono i pullman sovraffollati che giornalmente attraversavano il tragitto che va da Andria a Minervino Murge alle ore 13.45 in questo stato.
Questi “imprevisti” sono particolarmente odiosi non solo per la stanchezza di fine mattinata ma soprattutto per l’afa che caratterizza la fine di Maggio.
Il Partito dei Comunisti italiani appena venuto a conoscenza dei fatti ha provveduto ad incontrare i suoi dirigenti e rappresentanti a livello provinciale.
Al più presto coloro a cui questa vicenda tocca da vicino saranno informati di ulteriori sviluppi.

LA NOSTRA LOTTA ,AL FIANCO DEI LAVORATORI E DEGLI STUDENTI ,CONTINUA!

sabato 24 maggio 2008

NO AI MEDICI CHE NON PRESCRIVONO LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO!

“Nei giorni scorsi alcune ragazze iscritte alla Fgci si sono recate presso Asl e consultori per richiedere la prescrizione della pillola del giorno dopo che, come è noto, non rientra nel caso di obiezione di coscienza. Invece in alcune città con punte a Torino e Reggio Calabria, alcuni medici si sono rifiutati di prescriverla adducendo in qualche caso come motivazione proprio l’obiezione di coscienza, in altri motivi più futili”. Lo denuncia Riccardo Messina, coordinatore nazionale della Fgci, la federazione giovanile del Pdci. “Tutto questo è gravissimo. Noi non crediamo che la pillola del giorno dopo sia un anticoncezionale come la pillola o il preservativo, ma la legge dice che su richiesta va prescritta, per evitare gravidanze indesiderate e, tra l'altro, eventuali interruzioni di gravidanza. Nei prossimi giorni presenteremo denuncia penale per interruzione di pubblico servizio verso quei medici che si sono rifiutati di prescrivere la pillola. La legge 194 – conclude Messina – compie 30 anni, ma purtroppo resta ancora da fare moltissimo sul terreno delle conquiste civili”.

SEGNALACI LE STRUTTURE IN CUI NON VIENE PRESCRITTA LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO SCRIVENDO A info@fgci.it

martedì 20 maggio 2008

Gay Pride: la Ministra velina Mara Carfagna dice di no!


La nuova ministra per le Pari Opportunità prende posizione sul patrocinio al Gay Pride che "non verrà dato". «L'unico obiettivo dei Gay Pride - ha spiegato Mara Carfagna al Corriere della Sera di oggi - è quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo certo non posso esser d'accordo.» La ministra leva così ogni dubbio sul finanziamento alla manifestazione più significativa per gay, lesbiche e trangender italiani. Soldi che non saranno concessi agli organizzatori del Pride nazionale. «Io credo - ha continuato la ministra - che l'omosessualità non sia più un problema. Perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l'integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi. Ma qualcuno me lo deve dimostrare.»

PER L'UNITA' DEI COMUNISTI


lunedì 19 maggio 2008

…E NON C’ERA RIMASTO NESSUNO A PROTESTARE…

Prima di tutti vennero a prendere gli zingari, e fui contento perche' rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perche' mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente perche' non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare. Bertold Brecht

E’ di qualche giorno fa la notizia di un nuovo patto per la 'Città sicura' a Milano, stipulato tra Maroni e la Moratti. Un patto incentrato sostanzialmente sui campi nomadi e che prevede il conferimento di poteri straordinari ad un commissario, cioè al prefetto ( ed è già cominciata la guerra tra comune e provincia: dove li mettiamo se li spostiamo da Milano? E Penati rilancia: “Basta campi rom!”).
L’ennesimo provvedimento che dietro alla facciata della “sicurezza/legalità” nasconde solo un sordido razzismo strisciante. De Corato, colto da entusiasmo incontenibile, ha già stilato una lista di 29 sgomberi da effettuare nei prossimi giorni.
A Milano dal 2003 all’ottobre 2007 sono stati effettuati 340 interventi di sgombero in aree dismesse e insediamenti abusivi, quasi tutti riguardanti gruppi Rom.
Stiamo assistendo da qualche mese ad un dibattito segnato dall’emotività, dalla generalizzazione e dal razzismo antiziganista che non fa altro che accrescere la paura e la scarsa informazione rispetto al tema Rom. Spinti dall’onda mediatica ma, più gravemente, anche dall’onda istituzionale, in tutta la penisola si verificano episodi violenti, squadristi e razzisti, contro rom e romeni, colpevoli di ritrovarsi al centro di una martellante campagna allarmistica di stampa e istituzioni.
A partire dagli episodi di Opera dell’anno scorso dove, non dimentichiamolo, la crociata xenofoba era stata guidata proprio dall’aula del consiglio comunale, fino ai roghi di Ponticelli e al lancio di molotov la settimana scorsa a Novara.
La politica sta reclutando l’odio tra le sue fila, ne sta facendo una risorsa per assicurarsi quella dose di consenso che deriva dalla paura. La paura come merce, come mercato: per capirlo basterebbe sovrapporre la mappa degli sgomberi milanesi di campi abusivi a quella dei grandi progetti immobiliari e speculativi.
Il potere conferito al prefetto qualche giorno fa è tristemente pericoloso in quanto discrezionale e in parte svincolato da controllo giurisdizionale.
Come comunisti abbiamo il compito sempre più difficile e sempre più gravoso di smascherare la montagna di dati confusi e di menzogne che ogni giorno viene propinata (ancora oggi il vicesindaco De Corato si permette di denunciare le associazioni che lavorano nei campi e che “non denunciano i reati degli zingari che vendono neonati”; forse De Corato, prima di spararle così grosse, dovrebbe farsi un giro tra i container e fare la conta di quante famiglie rom fanno fatica a sfamare i propri di figli).
Per cominciare: in Italia il 90% dei rom ( circa 150.000, di cui solo 50.000 romeni e 70.000 ITALIANI) è costituito da sedentari; il mondo rom non può e non deve essere più letto a partire dalla categoria del nomadismo!!!!
A Milano i Rom si trovano costretti in insediamenti regolari o meno per mancanza di alternative abitative, non per elezione!
Parte di essi lavora, ma naturalmente in nero: e non per vocazione all’irregolarità, come cercano di dimostrare i media, ma per costrizione, in un mercato del lavoro che, come sappiamo, conserva ampie, amplissime, sacche di illegalità, sino al caporalato (a Milano e nell’edilizia più che altrove).
Il proliferare delle baraccopoli chiama in causa la POLITICA SULLA CASA, prima che quella sull’ordine pubblico. E’ importante pensare al superamento dei campi rom che di fatto sanciscono l’esistenza di un abitare “inferiorizzato” e una condizione di cittadinanza “separata”. Consideriamo che questi sono luoghi in cui spesso mancano le basi per una vita dignitosa (fogne, acqua, elettricità) e dove spesso si muore delle malattie più banali, a soli pochi passi dalle nostre abitazioni. Nessuno deve essere ghettizzato sulla base della sua provenienza e della sua condizione sociale.
Basta alle menzogne, basta alla xenofobia e alla disinformazione!
Anna Chiara Cavallari, Coordinatrice Fgci Milano

FIRMA L'APPELLO PER L'UNITA' DEI COMUNISTI !!


BILANCIO DI UNA PRIMA SETTIMANA DI LAVORO SUL TERRITORIO
La settimana scorsa è stata ricca di appuntamenti ed iniziative che hanno avuto come leitmotiv la presentazione dell’appello oppure una discussione a più voci sulla proposta politica in esso contenuta. In un quadro politico così precario e sempre più spostato a destra, non è una cosa di poco conto.
La partecipazione alle assemblee di Napoli e Bologna (con oltre un centinaio di partecipanti ad entrambe) o l’attenzione registrata al banchetto durante la manifestazione di Verona di sabato scorso o ancora le altre iniziative che ci sono state (banchetti e prime riunioni territoriali), ci dicono di un interesse reale e di una partecipazione non sopita dal disastro elettorale. Anzi: è il segno di una ripresa, della voglia di capire e reagire, francamente ben augurante.
In questa settimana saranno attive le mailing list regionali dei sottoscrittori dell’appello. Come richiesto da tante/i, diventeranno il primo immediato strumento per conoscersi e poter organizzare così su tutto il territorio nazionale iniziative ed incontri, in modo tale da poter dare vita a comitati di sostegno e promozione dell’appello. Vi invitiamo pertanto a mandarci suggerimenti e proposte al nostro indirizzo e-mail e vi chiediamo scusa sin da ora se non rispondiamo subito: questo compito è assolto da giovanissimi volontari che sono, letteralmente, sommersi di lavoro.
Ma per rendere questa impresa ancora più grande, è necessario darle forza. Per queste ragioni vi invitiamo a raccogliere nuove adesioni (nel proprio posto di lavoro o studio,…) ricordandovi l’obiettivo che ci siamo date/i: raccogliere almeno 10 firme entro il 30 maggio. E poi ancora vi invitiamo a scaricare volantini e moduli nella sezione Materiali e a distribuirli il più possibile. Soprattutto se si organizzano nuove assemblee, presentazioni, riunioni organizzative: non dovrà mai mancare un tavolino (o anche solo un compagno) che raccoglie le adesioni e fornisce le informazioni utili per aderire.
Infine, un ringraziamento particolare a quanti ci hanno inviato un contributo economico e ringraziamo anticipatamente quante/i lo faranno nei prossimi giorni: si tratta di un piccolo, ma prezioso, contributo per questa grande ed ambiziosa impresa.
Buon lavoro a tutte e tutti

sabato 17 maggio 2008

CRONACA DI UN FALLIMENTO ANNUNCIATO

“Il sindaco e l’assessore alle Politiche giovanili si impegnano ad ascoltare periodicamente la voce dei giovani per progettare con essi il loro futuro e quello di Minervino. Premio per i giovani meritevoli.” DAL PROGRAMMA ELETTORALE DE L’ULIVO 2007

Ma che fine ha fatto l’agognata consulta dei giovani?
E perché le politiche giovanili sono state recluse a delega, affidata ad un assessore, mentre il sindaco Roccotelli aveva promesso l’istituzione di un autonomo Assessorato alle politiche giovanili?
Anche il rimpasto della giunta è stato deludente.
Non è certo cambiando ogni anno Assessori che sarà fermato il qualunquismo diffuso tra i giovani.
La Federazione Giovanile Comunisti Italiani sarà vigile affinchè non si continui ad ignorare un grande male che affligge la nostra città: la mancanza di emancipazione politica giovanile.
I comunisti , sebbene delusi dal risultato elettorale, non sono spariti. Presto ricominceranno le nostre iniziative, a cominciare dall’apertura di una sezione. I comunisti non chinano la testa poiché crediamo che il comunismo non sia solo una tendenza culturale, a differenza di altri che ipocrtitamente si definiscono difensori dei lavoratori e degli studenti.

mercoledì 14 maggio 2008

17 Maggio. Verona. Manifestazione nazionale antifascista


Partenza corteo dalla Stazione
Verona Porta Nuova ore 15.00
Nicola è ognuno di noi Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza per svegliare la città che troppe volte ha girato la testa, non deve farlo anche questa volta e mai più. Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia. per una Verona libera dalla paura, per una Verona libera dall'odio, per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi, libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza perchè esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata perchè guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro tempo e della nostra città. Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città in una giornata aperta alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti. Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo. Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.

DILIBERTO: BERLUSCONI. UN DISCORSO CHE POTEVA FARE VELTRONI

Ufficio Stampa

Roma 13 maggio 2008

Quello di Berlusconi e' un discorso che poteva fare tranquillamente anche Veltroni, forse solo con qualche sfumatura diversa. E' la prosecuzione della campagna elettorale e dei programmi che erano identici. E' nata oggi una sorta di Terza Repubblica sul modello dell'alternanza tra coalizioni omogenee fra loro, sempre piu' vicina al modello americano. Se queste sono le premesse, la sinistra duramente sconfitta a queste elezioni, pur non essendo in Parlamento ha un grande spazio nel Paese. Come comunisti ci siamo. Siamo gia' in campo'.

sabato 10 maggio 2008

Partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00

Nicola è ognuno di noi !!!
Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza per svegliare la città che troppe volte ha girato la testa, non deve farlo anche questa volta e mai più. Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia. per una Verona libera dalla paura, per una Verona libera dall'odio, per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi, libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza perchè esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata perchè guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro tempo e della nostra città. Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città in una giornata aperta alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti. Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo. Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.

venerdì 9 maggio 2008

9 maggio 1978. Trenta anni fa ucciso il compagno Peppino Impastato


Ci sono storie che non si dimenticano. Ci sono storie che ti entrano dentro e segnano per sempre il resto della tua vita. Ci sono storie di compagni che hanno dato la vita per cambiare il mondo. C’è la storia di Peppino, un giovane trucidato dalla mafia perché aveva capito che l’oppressione della criminalità gravava soprattutto sulla classe lavoratrice. Peppino tentò di diffondere l’idea del cambiamento, l’idea che se la gente si fosse liberata del pesante fardello mafioso, avrebbe potuto lottare più liberamente per l’avanzamento dei diritti sociali ed economici. Allora come oggi, la mafia è davvero una montagna di merda.. e spesso la povera gente è costretta dai potenti a nuotarvici dentro. Sono passati 30 anni dalla morte di Peppino, i Cento Passi che lui auspicava non sono stati ancora compiuti. Ma noi abbiamo il dovere di continuare, possibilmente accelerare ed incrementare il nostro impegno e la nostra lotta contro tutte le organizzazioni criminali e mafiose. L’uguaglianza è una condizione che si raggiunge solo attraverso il riscatto e la libertà. Ricordiamo Peppino, nella consapevolezza che sebbene la strada sia ancora lunga, sarebbe imperdonabile per noi fermarci anche solo per un attimo…

mercoledì 7 maggio 2008

A Verona manifestazione nazionale di tutta la sinistra


Palermi, «all'emergenza democratica rispondiamo con una grande iniziativa di popolo»

A Verona si è consumato un fatto di una gravità inaudita, che ripropone prepotentemente la questione dell'emergenza e dell'agibilità democratica nel nostro Paese
All'indomani dell'uccisione di un giovane da parte di cinque naziskin, la città, scossa, si è mobilitata. Con Manuela Palermi, che sta in contatto con i compagni di Verona, vediamo cosa è successo e quali saranno le risposte delle forze migliori della società. Intanto si sta delineando una manifestazione per il 17 maggio.«A Verona su spinta del coordinamento dei migranti e con una forte azione del nostro compagno, Graziano Perini, unico consigliere eletto per la Sinistra Arcobaleno, si sta lavorando con tutta la sinistra cittadina per una grande manifestazione. Una manifestazione che nasce dall'uccisione del giovane Nicola da parte di cinque naziskin, ma che deve diventare una manifestazione grandissima, che chiami a raccolta tutto il partito, tutta la sinistra, tutti. Un evento di portata nazionale, perché nazionale è l'emergenza che stiamo vivendo».Ti riferisci a questo omicidio ma anche ai ripetuti episodi di aggressione che spesso hanno la firma di gruppi nazi e che si richiamano alla destra estrema, razzista, violenta ed intollerante che nel nostro Paese è sempre in agguato?La preoccupazione è tanta e non bisogna abbassare la guardia. Per mesi alcuni partiti hanno parlato di 'emergenza sicurezza', elencando però solo alcuni crimini e solo alcuni criminali da punire, scatenando una tremenda caccia allo straniero che poco ha a che fare con il problema sicurezza nelle nostre città. La Verona del sindaco Tosi, che vorrebbe sguinzagliare le ronde in città, vi sembra sicura? Ed in questo caso a massacrare ed uccidere non sono stati né rumeni né marocchini. Sul tema della sicurezza si è fatta solo una gara, tra Pdl e Pd, a chi la sparava più grossa in termini di repressione e soprattutto guardando solo in una direzione. Nella stessa campagna elettorale era sparita una vera opposizione, non solo nei programmi ma nella cultura e nei principi di cui ciascuno era portatore.Le parole di Gianfranco Fini...Fini appena eletto presidente della Camera ha affermato che era più grave bruciare due bandiere che l'uccisione di un giovane. E’ una graduatoria insensata e strumentale, anzi pericolosa e che vorrebbe sminuire il fatto di Verona relegandolo ad un episodio di cronaca nera commesso da cinque balordi. Le cose non stanno così, lo dicono le indagini, lo dice il procuratore di Verona, Papalia, che definisce i cinque come giovani naziskin. Su di loro, tra l'altro la Digos aveva già fatto indagini ed acquisito materiali.Quale sarà in queste ore la risposta di Verona e dei partiti della sinistra?Questa sera si incontrano i partiti della sinistra di Verona, martedì ci sarà un'assemblea cittadina, incontri continui con il coordinamento dei migranti. Poi l'impegno di Rinascita on line e di Rinascita settimanale, insieme naturalmente a Liberazione e Manifesto. Insomma un ruolo molto forte di tutti i giornali della sinistra e dei partiti della sinistra. È necessario che il Paese sappia che la sinistra c'è, non nel Parlamento, ma nelle piazze, nelle amministrazioni locali, nei territori, al fianco dei cittadini – italiani e stranieri - per fermare ogni forma od ogni tentativo di aggressione ai principi fondamentali della nostra democrazia e del vivere civile”.

martedì 6 maggio 2008

In azione i "bravi ragazzi"

È vero che “la coscienza infelice” della storia di alcuni individui fa brutti scherzi e li porta ad essere più realisti del re, tanto da far loro compiere veri e propri errori grossolani e valutazioni assolutamente illogiche, se si vuole essere gentili. Questo è quello che è successo a Gianfranco Fini, neo presidente della Camera, che per far vedere in ogni dove che è amico, anzi amicissimo di Israele, ha pensato bene di paragonare il boicottaggio della Fiera del libro di Torino - dedicata appunto allo Stato di Israele - ed una bandiera bruciata, al barbaro e premeditato pestaggio-omicidio perpetrato da cinque naziskin ai danni di un giovane. Secondo Fini questi due fatti, che è già difficilissimo confrontare, sarebbero entrambi gravi, ma, in una graduatoria tutta sua, le manifestazioni contro la Fiera del libro sarebbero addirittura una cosa “più grave” dell’uccisione di una persona. Insomma la tragedia sembra ripetersi ma in farsa, se non fosse che di mezzo c’è la morte di un giovane, Nicola Tommasoli, massacrato di botte da cinque “bravi ragazzi”, non gli immigrati contro i quali il sindaco di Verona invoca le ronde; sono solo cinque nazi, di “famiglie normali”, noti da tempo alla Digos per altre aggressioni e violenze. Oltre alla graduatoria di Fini, sono preoccupanti anche quei commenti ed interpretazioni che vorrebbero far passare il fatto di Verona come un semplice seppur brutale episodio di cronaca, di violenza comune, ripulendolo da tutte le implicazioni con i movimenti e gruppi della destra estrema che imperversano in molte zone del nostro Paese. La Russa parla di “episodio di bullismo”, per Matteoli sono “cinque delinquenti” (cosa comunque innegabile). Si parla di “balordi”, teppisti, perché così sembrano isolati e non inseriti in una rete organizzata e strutturata, con alla spalle una precisa ideologia. Non c’è nulla di politico nell’aggressione di Verona! Però i cinque non rispondono all’identikit dei “balordi”: sono di buona famiglia, vanno a scuola, uno va al liceo Classico, seppur con qualche hanno di ritardo, uno fa il promotore finanziario; poi vanno anche allo stadio Bentegodi di Verona; aggrediscono un giovane perché ha i capelli lunghi e di sicuro è di sinistra; riescono ad organizzare una fuga all’estero, vanno in Austria ed in Germania e volano fino a Londra. Forse qualcuno ha paura delle possibili contiguità, potremmo dire, “culturali” ed “ideali” di questi gruppi e di questi giovani? Perché non può essere condiviso da tutti che si tratta di una organizzata aggressione fascista? E perché nessuno, almeno tra i soliti noti che si preoccupano con solerzia di aggressioni e violenze, parla di emergenza sicurezza di fronte a questo caso?
SCIOGLIAMO TUTTI I MOVIMENTI NEOFASCISTI !!