È vero che “la coscienza infelice” della storia di alcuni individui fa brutti scherzi e li porta ad essere più realisti del re, tanto da far loro compiere veri e propri errori grossolani e valutazioni assolutamente illogiche, se si vuole essere gentili. Questo è quello che è successo a Gianfranco Fini, neo presidente della Camera, che per far vedere in ogni dove che è amico, anzi amicissimo di Israele, ha pensato bene di paragonare il boicottaggio della Fiera del libro di Torino - dedicata appunto allo Stato di Israele - ed una bandiera bruciata, al barbaro e premeditato pestaggio-omicidio perpetrato da cinque naziskin ai danni di un giovane. Secondo Fini questi due fatti, che è già difficilissimo confrontare, sarebbero entrambi gravi, ma, in una graduatoria tutta sua, le manifestazioni contro la Fiera del libro sarebbero addirittura una cosa “più grave” dell’uccisione di una persona. Insomma la tragedia sembra ripetersi ma in farsa, se non fosse che di mezzo c’è la morte di un giovane, Nicola Tommasoli, massacrato di botte da cinque “bravi ragazzi”, non gli immigrati contro i quali il sindaco di Verona invoca le ronde; sono solo cinque nazi, di “famiglie normali”, noti da tempo alla Digos per altre aggressioni e violenze. Oltre alla graduatoria di Fini, sono preoccupanti anche quei commenti ed interpretazioni che vorrebbero far passare il fatto di Verona come un semplice seppur brutale episodio di cronaca, di violenza comune, ripulendolo da tutte le implicazioni con i movimenti e gruppi della destra estrema che imperversano in molte zone del nostro Paese. La Russa parla di “episodio di bullismo”, per Matteoli sono “cinque delinquenti” (cosa comunque innegabile). Si parla di “balordi”, teppisti, perché così sembrano isolati e non inseriti in una rete organizzata e strutturata, con alla spalle una precisa ideologia. Non c’è nulla di politico nell’aggressione di Verona! Però i cinque non rispondono all’identikit dei “balordi”: sono di buona famiglia, vanno a scuola, uno va al liceo Classico, seppur con qualche hanno di ritardo, uno fa il promotore finanziario; poi vanno anche allo stadio Bentegodi di Verona; aggrediscono un giovane perché ha i capelli lunghi e di sicuro è di sinistra; riescono ad organizzare una fuga all’estero, vanno in Austria ed in Germania e volano fino a Londra. Forse qualcuno ha paura delle possibili contiguità, potremmo dire, “culturali” ed “ideali” di questi gruppi e di questi giovani? Perché non può essere condiviso da tutti che si tratta di una organizzata aggressione fascista? E perché nessuno, almeno tra i soliti noti che si preoccupano con solerzia di aggressioni e violenze, parla di emergenza sicurezza di fronte a questo caso?
SCIOGLIAMO TUTTI I MOVIMENTI NEOFASCISTI !!
martedì 6 maggio 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento