giovedì 19 novembre 2009

SULLA BUONA STRADA!

La Direzione nazionale approva il percorso della Federazione della Sinistra. Il 5 Dicembre, con il No Berlusconi Day, l'assemblea nazionale per la fondazione della nuova alleanza
Sintesi veloce di una discussione vera con cui Rifondazione Comunista entra nella fase operativa della Federazione della Sinistra, questo il nome - per ora - della coalizione anticapitalista, femminista,ecologista, di cui il Prc è promotore assieme al Pdci, a Socialismo2000 e a Lavoro e solidarietà. Con due voti contrari - l’area di Falcee Martello - e tre astenuti (Eleonora Forenza, Gianluigi Pegolo eMaurizio Acerbo) la direzione nazionale di Rifondazione ha datomandato alla segreteria per proseguire nelle trattative per laconvocazione dell’assemblea nazionale del soggetto federativo chestabilirà, a sua volta, il percorso con cui entro il prossimo anno siapproderà al congresso di fondazione. Una strada complessa di cui ilsegretario Paolo Ferrero ha dato conto senza reticenze di fronteall’organismo dirigente di Viale del Policlinico che ha potutovisionare le bozze di manifesto e di regolamento provvisorio,documenti che avevano visto la luce nella nottata immediatamenteprecedente. La sintesi “brutale” è che esiste una convergenzalarghissima sulla necessità di un processo di riaggregazione - nellaforma di una federazione - e una discussione molto articolata sullemodalità organizzative e sui linguaggi del manifesto. Ora la parolapassa ai comitati politici federali, che in molti casi già hannosvolto le prime assemblee territoriali della federazione in nuce. Afine mese sarà il parlamentino di Rifondazione, il Cpn, a dare il vialibero definitivo per la partecipazione all’assemblea nazionale chedovrebbe tenersi - probabilmente - la mattina del 5 dicembre, il NoBerlusconi Day da cui il Prc e i suoi compagni di strada dellafederazione torneranno anche con un pacchetto di campagne di massacontro la legge 30, la privatizzazione dell’acqua («da cui puòscaturire un movimento delle dimensioni di quello pacifista», segnalaRenato Patrito), il ritorno del nucleare.Il regolamento - ha spiegato Ferrero - è solo l’insieme delle normetransitorie, degli elementi di garanzia, per arrivare al congresso. Eil nome, dov’è stato espunto il riferimento all’anticapitalismo,allude piuttosto a una esigenza di praticità più che a una«slavatura». Al di là delle critiche emerse dalla discussione (24interventi dopo l’introduzione del segretario), il manifesto èpiuttosto netto. E al dilemma se uscire dalla crisi del capitalismo odal capitalismo in crisi la risposta è chiara. La seconda e con unriferimento diretto alle esperienze latinoamericane del socialismo delXXI secolo. Indipendente dalla socialdemocrazia e dalla sua varianteitaliana, la Federazione non sarà un fatto interno ai promotori.Saranno possibili tanto iscrizioni collettive quanto individuali. Soloadesioni personali, al contrario, sarebbero la prefigurazione di unnuovo partito piuttosto che di un soggetto federativo praticamenteinedito. Le adesioni, per bypassare eventuali ruggini locali chepotrebbero viziare il processo, saranno vagliate dal coordinamentonazionale. Almeno secondo l’attuale versione del regolamento. Suquesto punto, come sul livello territoriale della federazione, e sullaquota del 25% riservata nel coordinamento ai soci promotori, si sonoappuntate le principali critiche. Se a qualcuno (Pegolo, Giannini) ilmodello organizzativo proposto appare come una perdita di autonomiaper i comunisti, resta per tutti la necessità di individuare sia ilperimetro della cessione di sovranità, sia di inventare un luogo perla partecipazione dei senza- partito. La Federazione sarà una somma dipratiche che si riconoscono reciprocamente ma la cessione di sovranitàdovrà essere solo a livello istituzionale (Mantovani) o nascerà unsoggetto unitario e plurale (Rocchi)? Saprà intercettare i conflitti ovivrà nella sfera separata del politicismo? (Eleonora Forenza)? Gliinterventi si sono succeduti ponendo domande importanti ma - conl’eccezione di Claudio Bellotti, piuttosto netto sulla debolezza deldocumento e sulle regole «oligarchiche» - senza mai mettere indiscussione l’«urgenza di una inversione di tendenza» (Ezio Locatellie Mimmo Caporusso), della necessità «di uno spazio per il coraggio dileggere la nostra crisi e per rispondere al bisogno diffuso di unasinistra» (Linda Santilli). Dai territori, infatti, arrivano segnaliinteressanti dopo le prime assemblee a Milano, in Emilia e nel Lazio,sia di possibili interlocutori, sia dell’esistenza di un settore «acavallo tra l’ipotesi di SeL e quella della Federazione» (AntonelloPatta). Molti interventi hanno introdotto elementi analitici(Salvatore Bonadonna, Raffaele Tecce, Tommaso Sodano, Claudio Grassi,Erminia Emprin) da far ricadere nella stesura finale del documentogiudicato «migliorabile» (Stefano Cristiano e Rosy Rinaldi) o,all’opposto, «da riscrivere» (Stefano Zuccherini) magari esplicitandoil legame col Gue e col Partito della sinistra europea (Fabio Amato) econ il social forum mondiale (Alfio Nicotra). Per ciò che riguarda leforme organizzative da segnalare gli appelli a evitare «gabbie» ecercare «forme duttili» (Giovanni Russo Spena) e «sperimentali»(Roberta Fantozzi). Una cosa è certa, la Federazione sarà il contrariodell’Arcobaleno, «che nasceva governista e contro i due partiticomunisti» (Leonardo Masella).

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