Si parla di tradizioni e diritti. Senza consultare chi quel crocifisso lo vede quotidianamente, senza chiedersi cosa implichi averlo davanti tutti i giorni nel 2009. Dire “ci siamo cresciuti tutti senza grossi danni” significa scendere su un piano di discussione assurdo. Con il delitto d'onore tollerato all'interno della civiltà italiana sono cresciuti senza grossi traumi numerosi dei nostri padri o nonni. Ripristiniamo anche questo allora!
Altrettanto discutibile è la posizione di chi legge in quel simbolo una tradizione comune di cultura e civiltà. Occorrerebbe maggiore onestà, la volontà di vedere all'interno delle aule quanto abbia senso parlare di queste categorie. Riflettere se questa silenziosa imposizione di una simbologia religiosa ben definita non determini una lenta assuefazione e accettazione rispetto alle ingerenze che il Vaticano impone al nostro Paese. Quanti leghisti sono cresciuti nel nord Italia con quel crocifisso davanti agli occhi, sviluppando lo stesso un profondo odio verso il diverso, per non parlare dell'insofferenza verso la solidarietà? Cosa dovrebbe trasmettere quell'immagine? Il messaggio di un presunto profeta di Dio o la supremazia in campo spirituale di un'istituzione che ha influenze politiche non secondarie? Un ragazzo vede quella croce come la rappresentazione degli eventi narrati nel Nuovo Testamento o il simbolo della santa e apostolica Chiesa? Personalmente è sempre così che l'ho vista. Anche quando da bambino mi definivo credete e servivo messa. La croce non era il cristianesimo ma il cattolicesimo. Evidentemente si dà per scontato cose che non lo sono affatto. Una grande confusione aleggia sotto il cielo. Si parla di abolizione dei diritti rispetto ai cristiani. Perché? Qualcuno si è forse mai sognato di vietare ai cattolici di camminare ostentando il loro credo (non si fa riferimento solo alle suore e simili ma anche alle enormi croci d'oro che compaiono sui petti villosi)? Qualcuno si è mai lamentato dei Padre Pio sui cruscotti? Della Madonne agli angoli delle strade? Delle chiese che spuntano più numerose dei bar sport persino nei paesini più sperduti dell'Italia? Davvero c'è il rischio di perdere qualche tradizione? Di dubbio valore è anche l'affermazione riguardo al messaggio che il Cristo rappresenta. Questo vale secondo un'impostazione non per forza condivisibile. C'è chi crede che la religione sia sinonimo di sfruttamento, alienazione, integralismo. Può darsi che a queste persone dia fastidio sapere che il luogo dove dovrebbero sviluppare la propria conoscenza sia sotto la tutela spirituale di qualcuno in cui non credonoi.
Da studenti non credenti vorremmo che la si smettesse di ritenere i cattolici discriminati perché si pretende laicità nei luoghi dove è lo Stato a dover essere presente. Spiace sapere che le dirette sulla prima rete nazionale, una radio a diffusione capillare (al cui confronto RadioRai1 è una stazione pirata), scuole e università private, servizi in pompa magna al TG1, l'intero arco parlamentare, numerosi quotidiani e periodici non siano sufficienti a preservare una tradizione che per noi potrebbe anche rimanere dentro un museo. Rifiutiamo che la compensazione debba avvenire all'interno di strutture che appartengono a noi cittadini italiani (non vaticani e neanche di una presunta Repubblica Cristiana). Riteniamo offensivo che si consideri la cultura italiana coincidente con quella cattolica. Significa dimenticarsi una parte di Paese, significa escludere una fetta considerevole del presente. In alcuni Comuni ci si è rifiutati di intitolare strutture pubbliche e strade a Peppino Impastato, perché era un meridionale. Strano come cambi la considerazione riguardo a un Nazareno.
Siamo stanchi di dibattiti assurdi, improponibili a livello culturale. Pari dignità per tutte le religioni e per gli atei, gli agnostici e i razionalisti. Ci sembra di chiedere principi stabiliti dalla Costituzione. Se è mancanza di rispetto non volere l'imposizione di una cultura specifica... dovremo ripassare anche il dizionario della lingua italiana!
PRIMI FIRMATARI Dmitrij Palagi (Studente, Circolo PRC P. Impastato Firenze),Marta Manzuoli (Studentessa, Circolo PRC P. Impastato Firenze),Federica Frondizi (Studentessa, Circolo PRC P. Impastato Firenze),Francesco Ricceri Ulivelli (Studente, Circolo PRC P. Impastato Firenze),Federica Corazzi (Studentessa, Circolo PRC P. Impastato Firenze),Eugenio Simoncini (Ricercatore precario, Circolo PRC CastelFiorentino),Alessandro Pascale (Studente, Circolo PRC E.Lexert - Aosta),Rosa Matucci (Studentessa, Circolo PRC Sesto Fiorentino),Andrea Malpezzi (Segretario Federazione PRC Firenze),Silvia Conca (Studentessa, Segreteria Federazione PRC Bari),Simone Oggionni (Studente, Direzione Nazionale PRC),Arturo Cavari (Studente, Circolo PRC P. Impastato Firenze),Sofia Grossi (Studentessa, Circolo PRC P. Impastato Firenze),Emiliano Ambretti (Studente, Circolo PRC P. Impastato Firenze),Lorenzo Palandri (Studente, Circolo PRC P. Impastato Firenze),Andrea Parti (Stagista, Circolo PRC Tavarnelle),Filippo Fecondo (studente, Esecutivo Provinciale Giovani Comunisti/e Bari), Bernardo Croci (Segretario Federazione PdCI Firenze),Biagio Campanella (Studente, FGCI Firenze).
lunedì 9 novembre 2009
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