Ieri è partita una settimana decisiva per alcuni contratti,perlomeno quelli che potrebbero chiudersi senza dover aspettare la pausa agostana e la ripresa in settembre. Per capirci, sono in ballo quello degli elettrici, degli alimentaristi e dei metalmeccanici. Il più teso e complicato è quest'ultimo - già si sa che scivola in autunno. Mentre per gli altri due, nonostante gli scontri - anche aspri - tra i sindacati (Cgil contro Cisl e Uil) c'è ancora un filo che potrebbe portare alla firma, e in alcuni casi anche unitaria. Per gli elettrici sarà più dura, dato che i sindacati partono già con piattaforme distinte. Mentre gli alimentaristi hanno una piattaforma comune, ma all'ultimo incontro si era determinata una rottura a causa dell'uscita di Fai Cisl e Uila dal tavolo. Da ieri, però, pare che i contatti con la Flai Cgil si siano riannodati, e potrebbe esserci qualche novità anche a breve. Il tema che divide è ovviamente il patto separato sui modelli contrattuali del 22 gennaio: in questo senso, il tavolo degli alimentaristi è esemplare. Pur di non sconfessare quell'accordo, infatti, sia la Confindustria che Cisl e Uil hanno deciso di boicottare all'ultimo momento un accordo già chiuso tra Federalimentare e la Flai: l'ultima proposta Federalimentare era sui 136 euro per tre anni, cifra che però va ben oltre la prima offerta (117 euro), in linea con l'accordo del 22 gennaio. L'atteggiamento confindustriale, con Alberto Bombassei che avrebbe bloccato gli industriali alimentari poco prima della firma, è comprensibile: comunque, ritornare indietro rispetto ai 136 euro, alle imprese conviene. Meno comprensibile, piuttosto, è che Cisl e Uil non abbiano fatta propria una proposta economica più alta: e sembra che in questo caso sia stato il segretario Cisl Raffaele Bonanni a stoppare le categorie. «Adesso dobbiamo fare di tutto per tornare al tavolo, e Federalimentare non deve adottare la strategia del gambero - ha spiegato ieri Stefania Crogi, segretaria generale Flai Cgil - Non può più tornare indietro rispetto a una cifra già messa sul tavolo, cioè 136 euro. Noi ci auguriamo anche di riannodare con Fai e Uila, il contratto va chiuso unitariamente». Secondo Crogi, «il contratto era arrivato già a buoni contenuti normativi: la banca ore, la flessibilità in entrate ed uscita per le lavoratrici madri, il rafforzamento del ruolo delle Rls, con più ore di formazione; il fondo sanitario integrativo a carico delle imprese. Ma poi lo scoglio si è visto con il salario - conclude la segretaria Cgil - La piattaforma è condivisa dai lavoratori, dunque speriamo di riannodare tra di noi: possiamo anche chiudere in queste settimane, dato che le nostre industrie lavorano sempre, essendo stagionali». Per gli elettrici, si ripropone lo stesso mood dell'aumento, solo che la divisione è già «istituzionalizzata» con due piattaforme: i negoziati si aprono domani. La Filcem Cgil chiede 190 euro per tre anni - superando i paletti fissati dall'accordo del 22 gennaio; Flaei Cisl e Uilcem non hanno indicato un importo, ma se devono attenersi al 22 gennaio, di certo la richiesta sarà inferiore.Il tavolo dei metalmeccanici è tradizionalmente quello che - per la sua forza simbolica - orienta gli altri del settore privato. Infatti è quello più teso: ed è l'unico, anche, dove la Cgil ha scelto di chiedere il rinnovo sul biennio invece che sui tre anni, non ritenendo valida tra l'altro la disdetta di Fim e Uilm sulla parte normativa (infatti la Fiom chiede solo il rinnovo del biennio). Le distanze tra i sindacati, appaiono dunque ancor più abissali: la Fiom chiede 130 euro per il biennio 2010-2011, mentre Fim e Uilm chiedono 113 euro per il 2010-2012. Fim e uilm hanno consultato solo i propri iscritti, raccogliendo il 97% di sì. La Fiom sta ultimando di consultare tutti i lavoratori (anche quelli non tesserati) e nei prossimi giorni diffonderà i risultati. Il prossimo incontro aziende-sindacati si svolgerà in settembre, e c'è già chi scommette che Fime Uilm siano pronte alla stretta finale.
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