
I passanti insorgono. C'è anche un'altra Italia che si ribella alla caccia agli immigrati
Indignazione e proteste nel comune di Termoli, in provincia di Campobasso, da quando, sabato scorso, Abdul Joinal, immigrato del Bangladesh, è stato protagonista involontario di un episodio che nessuno avrebbe voluto vedere
Si è trattato di un brutale fermo dei vigili urbani: la polizia municipale ha bloccato il venditore ambulante e lo ha trascinato sull'asfalto fino a chiuderlo nel portabagagli. La gente in strada è rimasta indignata dall'accaduto e da quella che è stata ritenuta un'eccessiva violenza. L'episodio è avvenuto davanti a centinaia di cittadini che hanno fotografato la scena con i telefonini e hanno cercato di intervenire in aiuto del giovane. I vigili lo hanno fermato perché non aveva la licenza di vendita. L'extracomunitario avrebbe opposto resistenza e secondo i testimoni sarebbe stato «strattonato a terra e trascinato in mezzo alla strada fino all'auto dei vigili». Alcuni testimoni hanno dichiarato inoltre che i vigili «volevano caricarlo nel portabagagli».Da più parti l'accaduto è stato definito un atto brutale, di crudeltà gratuita, di violenza assolutamente ingiustificata. I presenti hanno iniziato ad alzare la voce con urla tipo: «vergogna», «pensate ai problemi seri». C'erano persone che cercavano di convincere in tutti i modi i vigili a fermarsi e a lasciare andare il venditore. «Che motivo c'è di trattare come un animale un pover uomo che come unica cosa guadagna pochi euro vendendo braccialetti» dicevano i più.Ma era un ambulante abusivo, quindi è normale che abbiano cercato di strappargli una cassa di legno nella quale era contenuta l’oggettistica che vendeva, e che, peraltro, rappresenta il suo unico mezzo di sostentamento: «Volevo prendere la valigetta e scappare via- spiega Abdul - Invece mi hanno preso la roba che vale tanto: 4 mila euro. E adesso devo anche pagare 5 mila euro di multa». Inoltre, continua «a Dakha ho mia moglie e due figli: Hera, di 5 anni, e Hemo, di 3. Sono qui per lavorare e mandare i soldi a loro. Ma ora non ho più la merce. Come pago la multa?».Il comune ha però smentito l'accaduto, e quindi Abdul e un centinaio di testimoni: «Nessuna violenza sul venditore ambulante extracomunitario fermato la notte tra sabato e domenica dai vigili urbani di Termoli». In una foto scattata da un passante e pubblicata su un sito locale si vede l'immigrato a terra circondato dagli uomini della polizia municipale. Il Sindaco della città, Vincenzo Greco ha chiesto al comandante del corpo «una relazione dettagliata sull'accaduto», ma il comune smentisce categoricamente le notizie su presunte aggressioni o percosse da parte dei vigili urbani.Le numerose testimonianze, soprattutto fotografiche, parlano però in maniera piuttosto esplicita di un'altra dinamica, assolutamente in linea con il clima da caccia alle streghe che si vive oggi in Italia, ma anche un'altra cosa appare evidente: a giudicare dalla per nulla scontata indignazione dei testimoni, forse, è il caso di dire che in fondo questo è un paese migliore di quanto lo si dipinga.
Si è trattato di un brutale fermo dei vigili urbani: la polizia municipale ha bloccato il venditore ambulante e lo ha trascinato sull'asfalto fino a chiuderlo nel portabagagli. La gente in strada è rimasta indignata dall'accaduto e da quella che è stata ritenuta un'eccessiva violenza. L'episodio è avvenuto davanti a centinaia di cittadini che hanno fotografato la scena con i telefonini e hanno cercato di intervenire in aiuto del giovane. I vigili lo hanno fermato perché non aveva la licenza di vendita. L'extracomunitario avrebbe opposto resistenza e secondo i testimoni sarebbe stato «strattonato a terra e trascinato in mezzo alla strada fino all'auto dei vigili». Alcuni testimoni hanno dichiarato inoltre che i vigili «volevano caricarlo nel portabagagli».Da più parti l'accaduto è stato definito un atto brutale, di crudeltà gratuita, di violenza assolutamente ingiustificata. I presenti hanno iniziato ad alzare la voce con urla tipo: «vergogna», «pensate ai problemi seri». C'erano persone che cercavano di convincere in tutti i modi i vigili a fermarsi e a lasciare andare il venditore. «Che motivo c'è di trattare come un animale un pover uomo che come unica cosa guadagna pochi euro vendendo braccialetti» dicevano i più.Ma era un ambulante abusivo, quindi è normale che abbiano cercato di strappargli una cassa di legno nella quale era contenuta l’oggettistica che vendeva, e che, peraltro, rappresenta il suo unico mezzo di sostentamento: «Volevo prendere la valigetta e scappare via- spiega Abdul - Invece mi hanno preso la roba che vale tanto: 4 mila euro. E adesso devo anche pagare 5 mila euro di multa». Inoltre, continua «a Dakha ho mia moglie e due figli: Hera, di 5 anni, e Hemo, di 3. Sono qui per lavorare e mandare i soldi a loro. Ma ora non ho più la merce. Come pago la multa?».Il comune ha però smentito l'accaduto, e quindi Abdul e un centinaio di testimoni: «Nessuna violenza sul venditore ambulante extracomunitario fermato la notte tra sabato e domenica dai vigili urbani di Termoli». In una foto scattata da un passante e pubblicata su un sito locale si vede l'immigrato a terra circondato dagli uomini della polizia municipale. Il Sindaco della città, Vincenzo Greco ha chiesto al comandante del corpo «una relazione dettagliata sull'accaduto», ma il comune smentisce categoricamente le notizie su presunte aggressioni o percosse da parte dei vigili urbani.Le numerose testimonianze, soprattutto fotografiche, parlano però in maniera piuttosto esplicita di un'altra dinamica, assolutamente in linea con il clima da caccia alle streghe che si vive oggi in Italia, ma anche un'altra cosa appare evidente: a giudicare dalla per nulla scontata indignazione dei testimoni, forse, è il caso di dire che in fondo questo è un paese migliore di quanto lo si dipinga.
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