Ferrero, «vogliono cancellare la sinistra anche in Europa»
L'autunno si prevede operoso per il governo che, al ritorno dalle vacanze, già anticipa quali saranno i nodi da riprendere e le riforme da attuare al più presto
Il tema più discusso di questa fine estate è sicuramente la giustizia, tanto che ieri Berlusconi ha incontrato il guardasigilli Alfano e ha dato la sua completa approvazione alla bozza di riforma della giustizia. Dalla prossima settimana, quindi, dovrebbero cominciare le consultazioni con gli alleati e con i presidenti delle commissioni per arrivare alla stesura del testo da portare in Cdm.Mentre si lavora alla riforma della giustizia però, di pari passo, si procederà anche verso il federalismo, evidentemente dopo il raggiungimento dell'accordo fra il premier e il Carroccio che ha visto Berlusconi rimandare fino ad oggi il tema tanto caro alla Lega. E' lo stesso ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, ad affermare che nella coalizione c'è la massima convergenza e che entro la fine dell'anno arriverà l'ok del Parlamento alla delega sul federalismo fiscale.Intanto si torna a parlare anche dello sbarramento alle prossime elezioni europee e il presidente del Consiglio annuncia di avere praticamente già pronta la nuova legge elettorale per l'Europa, tutta a favore e tutela di Pdl e Pd. La legge avrà «come finalità quella di non disperdere la nostra presenza in Europa e di mandare le due parti che si confrontano nel Parlamento italiano con un forte numero di parlamentari europei in modo che possano incidere effettivamente nelle due grandi parti in cui si divide il Parlamento europeo».Insomma, dopo aver tagliato fuori la sinistra dalle istituzioni italiane ora l'intento è quello di eliminarla anche dal Parlamento europeo, a tutto vantaggio dei due partiti “nemici-amici” che hanno fatto del bipartitismo una bandiera.«Se dovesse passare la legge elettorale per le europee come disegnata dal governo sarebbe uno schiaffo alla democrazia» afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc che ha organizzato ieri un sit-in contro la politica del governo, dalle scelte economiche, alla giustizia, alla riforma elettorale.
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