
Dura risposta dei magistrati. Cascini (Anm), «si rischia un ritorno al fascismo, quando la magistratura non era indipendente»
Dopo il buen retiro a Villa Certosa Silvio Berlusconi torna più agguerrito che mai e lancia le priorità dell'agenda politica del suo Governo per l'autunno
«Federalismo fiscale e giustizia, con queste due riforme cambieremo il volto del nostro Paese» sentenzia il premier lanciando l'attacco, l'ennesimo, ai giudici, alle “toghe rosse”, alle «frange ideologizzate e giustizialiste della magistratura».Berlusconi illustra le riforme che vuole attuare e per farlo chiama in causa anche Giovanni Falcone, il giudice ucciso dalla mafia, «metteremo in pratica molte delle sue idee».Separazione dell'ordine degli avvocati dell'accusa dall'ordine dei magistrati, superamento dell'obbligatorietà dell'azione penale, criteri meritocratici nella valutazione del lavoro dei giudici. Sono solo le maggiori misure con cui il capo dell'Esecutivo vuole dettar legge su un altro potere dello Stato, quello giuridico. «Vogliamo valorizzare i tanti magistrati seri e coscienziosi il cui lavoro è offuscato da pochi che, per pregiudizio ideologico - sempre le solite toghe rosse in poche parole – e smania di protagonismo, proiettano con comportamenti deviati un'immagine distorta della magistratura» sostiene il premier, che a dire il vero sembra in questi anni essere stato il primo a voler diffondere un'immagine distorta della magistratura.Berlusconi è più che mai pronto ad intervenire sulla magistratura, in barba alla divisione dei poteri dello Stato garante della democrazia, ma l'Associazione Nazionale Magistrati non intende restare a guardare. «Se introduciamo la politica nel Consiglio rischiamo di richiamarci ad un modello autoritario, ovverosia quello fascista, dove la magistratura non è indipendente dal potere politico e quindi non tutti i cittadini sono garantiti allo stesso modo», sono le dichiarazioni durissime di Giuseppe Casini, segretario dell'Anm che anticipa come la Corte europea potrebbe avere delle riserve di fronte alla riforma che il Governo vuole attuare e sulla sua compatibilità con i principi della convenzione europea, per la quale alcuni principi della costituzione come quello di uguaglianza non sono modificabili.L'autonomia dei magistrati è elemento fondativo di una repubblica democratica e Cascini ricorda come il sistema giuridico attuale sia figlio delle vicende storiche del'48: «I giudici in passato obbedivano al governo fascista. La scelta di una magistratura indipendente che si governa da sola è stata fatta sulla base di quella esperienza».Cascini non manca poi di sottolineare le vicende di chi oggi si vuole ergere paladino della giustizia, «alcuni processi su Berlusconi sono andati in prescrizione e quindi non è stato accertato il fatto, ci sono state sentenze in cui non si è potuto dire né colpevole né innocente. Prima della riforma emanata nel 2002, questi tipi di reati erano punibili molto più gravemente, oggi è diventata una semplice contravvenzione».
«Federalismo fiscale e giustizia, con queste due riforme cambieremo il volto del nostro Paese» sentenzia il premier lanciando l'attacco, l'ennesimo, ai giudici, alle “toghe rosse”, alle «frange ideologizzate e giustizialiste della magistratura».Berlusconi illustra le riforme che vuole attuare e per farlo chiama in causa anche Giovanni Falcone, il giudice ucciso dalla mafia, «metteremo in pratica molte delle sue idee».Separazione dell'ordine degli avvocati dell'accusa dall'ordine dei magistrati, superamento dell'obbligatorietà dell'azione penale, criteri meritocratici nella valutazione del lavoro dei giudici. Sono solo le maggiori misure con cui il capo dell'Esecutivo vuole dettar legge su un altro potere dello Stato, quello giuridico. «Vogliamo valorizzare i tanti magistrati seri e coscienziosi il cui lavoro è offuscato da pochi che, per pregiudizio ideologico - sempre le solite toghe rosse in poche parole – e smania di protagonismo, proiettano con comportamenti deviati un'immagine distorta della magistratura» sostiene il premier, che a dire il vero sembra in questi anni essere stato il primo a voler diffondere un'immagine distorta della magistratura.Berlusconi è più che mai pronto ad intervenire sulla magistratura, in barba alla divisione dei poteri dello Stato garante della democrazia, ma l'Associazione Nazionale Magistrati non intende restare a guardare. «Se introduciamo la politica nel Consiglio rischiamo di richiamarci ad un modello autoritario, ovverosia quello fascista, dove la magistratura non è indipendente dal potere politico e quindi non tutti i cittadini sono garantiti allo stesso modo», sono le dichiarazioni durissime di Giuseppe Casini, segretario dell'Anm che anticipa come la Corte europea potrebbe avere delle riserve di fronte alla riforma che il Governo vuole attuare e sulla sua compatibilità con i principi della convenzione europea, per la quale alcuni principi della costituzione come quello di uguaglianza non sono modificabili.L'autonomia dei magistrati è elemento fondativo di una repubblica democratica e Cascini ricorda come il sistema giuridico attuale sia figlio delle vicende storiche del'48: «I giudici in passato obbedivano al governo fascista. La scelta di una magistratura indipendente che si governa da sola è stata fatta sulla base di quella esperienza».Cascini non manca poi di sottolineare le vicende di chi oggi si vuole ergere paladino della giustizia, «alcuni processi su Berlusconi sono andati in prescrizione e quindi non è stato accertato il fatto, ci sono state sentenze in cui non si è potuto dire né colpevole né innocente. Prima della riforma emanata nel 2002, questi tipi di reati erano punibili molto più gravemente, oggi è diventata una semplice contravvenzione».
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