martedì 30 giugno 2009

Continuare nella costruzione del partito sociale, significa costruire un forte e radicato Partito Comunista

Sono due mesi che coordino i nostri volontari delle “brigate di solidarietà attiva” in Abruzzo nella gestione della tendopoli di San Biagio (Tempera). Non è facile scrivere di questa fantastica esperienza senza cadere nella retorica e non è una esagerazione dire di aver assistito a comportamenti di puro eroismo .
Un’esperienza, questa volta, veramente partita dal basso. Il 6 aprile, giorno del terremoto, quando spontaneamente un gruppo di 12 compagni, ha deciso di partire per l’Aquila, per portare aiuti umanitari. Siamo andati senza esperienza, con 4 furgoni e una cucina da campo e il secondo giorno abbiamo preparato un primo pasto per la popolazione di Tempera per più di 1400 persone. Dopo una settimana di lavoro sul campo, un capitano dell’esercito, ci chiede da quanti anni facevamo questo lavoro.Oltre 380 volontari sono passati e continuano ad arrivare al campo di San Biagio. Ho avuto modo di conoscerli uno per uno, compagni straordinari che provengono da tutte le realtà territoriali e politiche. Non solo compagni, ma anche volontari dal mondo cattolico, persone non politicizzate, militari ecc..Compagni che sono riusciti ad instaurare un rapporto bellissimo con la popolazione. La nostra politica dal primo giorno è stata quella di dimostrare che non stiamo facendo carità o assistenzialismo, ma in primo luogo tentiamo di ridare dignità alla gente.Per questo tutti gli aiuti che abbiamo raccolto in giro per l’Italia, li distribuiamo nei nostri spacci popolari gratuitamente e senza alcun tipo di filtro. Quando entrate in questi magazzini potete leggere una frase di Marx “Da ognuno secondo le sue capacità, ad ognuno secondo i propri bisogni”.Personalmente, in 18 anni di attività e militanza, credo che l’esperienza delle Brigate di Solidarietà attiva, rappresenti l’essenza dell’essere comunisti e credo che anche il Partito tutto dovrebbe trarre da questo un nuovo modo di fare attività politica. Molti dei nostri volontari, per la prima volta, si sono sentiti utili, cosa che non avviene nei nostri circoli territoriali e nelle nostre tradizionali forme di fare politica. La maggioranza della gente nei nostri quartieri non ci vede come una presenza utile. Credo sia opportuno intrecciare queste due necessità. Il nuovo militante di Rifondazione Comunista deve essere utile alla società come la società deve percepire che la presenza nel proprio territorio dei comunisti è utile e necessaria per i propri bisogni e per la difesa dei propri diritti.Ogni territorio dovrebbe avere una squadra di compagni delle brigate di solidarietà attiva, squadre capaci di intervenire prontamente come abbiamo fatto all’Aquila, ma anche nel proprio quartiere, offrendo servizi e mano d’opera gratuita a chi ne ha più bisogno. Penso alle tante professionalità che ho avuto modo di scoprire tra i nostri volontari e penso a quanto potrebbero essere utili anche nei propri territori, nei propri quartieri. Continuare con il lavoro dei GAP nella vendita del pane a prezzi popolari. Inoltre, con i dati elettorali alla mano, possiamo affermare che dove il partito è ritornato nel sociale ne vediamo anche i risultati, a cominciare dall’Aquila dove operano le brigate di solidarietà attiva: a Tempera prendiamo il 5% a Camarda il 7%. Ai compagni che molto spesso vengono dalla storia del PCI e che ritengono che questo modo di fare sia assistenzialismo, rispondo che proprio il PCI fece lo stesso, Mi raccontava una compagna, che quando era giovane, i militanti del PCI a Roma, vicino San Pietro, dove stavano le baraccopoli, (zone frequentate da Pasolini) era comune aiutare le famiglie in difficoltà, a volte si organizzavano collette, molte volte invece si offriva mano d’opera, come quella volta che un compagno elettricista di cui non conosciamo il nome e ne abbiamo perso anche la memoria, nel riparare l’impianto elettrico in una baracca, rimase fulminato per colpa dell’umidità che trasudava dal pavimento. Credo che questi siano esempi della tradizione comunista da seguire.Anche Cuba, nel nome della solidarietà internazionalista, ogni anno invia medici ed insegnanti in tutto il mondo e non mi pare che stia facendo assistenzialismo.Ho avuto l’onore di conoscere un grande compagno, Lucio Libertini, che una volta mi ha detto “la solidarietà è il primo principio di un comunista” e per rilanciare il Partito io credo che si debba partire da questo, dalla solidarietà.Infine, voglio ringraziare tutte le realtà che insieme a noi stanno coordinando il campo di San Biagio.Per partecipare alla brigate di solidarietà attiva bisogna scrivere a yassir.goretz@rifondazione.it
o chiamare al 338 8154400. Se volete mandare un contributo economico potete spedirlo a: Conto Corrente Bancario RIFONDAZIONE PER L'ABRUZZO IBAN: IT32J0312703201CC0340001497Codice Swift: BAECIT2B (per chi è all'estero)

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