lunedì 16 marzo 2009

Prodi, «è finita quando il Pd è voluto andare da solo»

«Coalizione forte solo con le ali estreme»

Romano Prodi, dopo oltre un anno dalla crisi di governo, sceglie la trasmissione di Fabio Fazio, “Che tempo che fa” per tornare a parlare del Pd, di Veltroni e Mastella, di coalizioni e di crisi economica
Il Professore, da «pensionato», come si definisce, e iscritto al Pd, indica al suo partito la strada da imboccare: «I pilastri su cui lavorare sono giustizia sociale, democrazia interna e rilancio dei giovani», ma soprattutto coglie l'occasione per lanciare qualche stilettata contro Walter Veltroni. Pur confermando la adesione ideale al progetto, tanto che per lui «se non teniamo assieme le forze riformiste l’Italia non si salva e il Pd è ultima speranza per il rinnovamento del paese», boccia senza possibilità di appello la scelta dell'ex segretario di correre da soli alle scorse elezioni politiche. Così il Professore ribadisce che «è noto che non fosse la mia idea perché io credo che il compito della democrazia sia quello di assorbire le ali estreme», motivo per cui «mi sono fatto da parte».Ma si spinge ben oltre e afferma chiaramente che il suo governo poteva durare. A questo proposito ricorda e racconta cosa accadde a gennaio 2008, alla vigilia della crisi di governo, quando Veltroni annunciò la fine dell'Unione, decretando l'autosufficienza del Pd con l'intenzione di correre da solo alle elezioni: «Si affacciò Mastella nella porta del mio ufficio a Palazzo Chigi, mise la testa di traverso e disse: “Ragazzi miei, se volete far fuori me, sono io che faccio prima fuori voi”». A questo proposito l'interessato Mastella, ex Guardasigilli del governo Prodi, risponde e a mezzo stampa rilascia la sua versione dell'aneddoto: andò sì nell'ufficio del presidente del Consiglio, ma per dirgli «Romano, guarda che qui stanno cercando di fregarti...». Sfumature, oseremmo dire, perché a distanza di oltre un anno, la sostanza non cambia.

Nessun commento: