domenica 14 dicembre 2008

Tutta l'Italia si è fermata


Grande risposta dei lavoratori allo sciopero generale indetto da Cgil e sindacati di base. Dalle piazze la richiesta di misure a tutela dei salari e dell'occupazione
Lavoratori e studenti uniti contro governo e Confindustria. Una grande mobilitazione che ha visto sfilare per le vie delle principali città italiane migliaia di persone. Il primo sciopero generale in cui sono scesi in piazza insieme, seppur con cortei e su piattaforme diverse, la Cgil e il sindacalismo di base con Cobas, Cub e Sdl. Una protesta dura, convinta e condivisa contro l’intera politica economica e sociale del governo di centrodestra. «Nonostante la campagna contraria lo sciopero è riuscito, segno di una grande disponibilità delle lavoratrici e dei lavoratori per cambiare la politica economica e impedire il disegno contrattuale e sociale della Confindustria», ha dichiarato il segretario nazionale della Fiom e leader di Rete 28 aprile, la componente di sinistra della Cgil, Giorgio Cremaschi. Secondo fonti sindacali l’adesione per il settore metalmeccanico è del 90% per la Teksid di Borgaretto e per la Itca, dell’80% per la Microtecnica e la Elbi, del 70% all’Alenia di Caselle e del 65% alla Dayco. In Brianza alla Candy si è superato l’80%, ben oltre il doppio del numero degli iscritti alla Cgil. Anche nel settore pubblico si è registrata una partecipazione massiccia, come grande è stata quella degli studenti superiori ed universitari.
Milioni di lavoratori in tutta Italia hanno aderito al secondo sciopero generale del sindacalismo di base, dopo quello del 17 ottobre, scrivono in una nota Cub, Confederazione Cobas e Sdl intercategoriale, sottolineando che «lavoratori, pensionati e studenti hanno ribadito con forza la loro opposizione alla Finanziaria e all'intera politica economica e sociale del governo Berlusconi». Alla manifestazione di Bologna, chiusa con il comizio di Guglielmo Epifani, si sono contate circa 200 mila persone, a Roma se ne sono registrate 40mila, a Torino 30 mila, a Milano 80 mila, a Napoli altri 40 mila. E ancora circa 10 mila lavoratori hanno manifestato ad Ancona, altri 30 mila a Bari e Firenze. Mobilitazioni si sono tenute anche a Venezia, Cagliari, Palermo e in molti altri centri minori, oranizzate sempre dalla Cgil e dal sindacalismo di base. Ma ad essere contati non sono i migliaia di lavoratori, dipendenti, precari, cassaintegrati, licenziati, che hanno avuto il coraggio e la coscienza di scendere in piazza oggi per rivendicare i propri diritti. La stampa ufficiale padronale, colpevole di faziosa informazione per non aver dato il giusto peso allo sciopero generale su tutti gli altri mezzi di informazione, dovrebbe andare a fare i conti in tasca agli altri due sindacati, Cisl e Uil, in termini di scelta e di rappresentanza. Siamo sicuri che molti dei loro iscritti sono andati in piazza con i lavoratori della Cgil contro governo e Confindustria perché hanno capito che questa lotta è anche la loro, di lavoratori sfruttati che non vogliono pagare questa crisi.Il 12 dicembre sarà ricordato come una grande giornata di lotta, e non solo come una data tragica, quella della strage di Stato a Piazza Fontana, avvenuta 39 anni fa, il 12 dicembre 1969.

Nessun commento: