lunedì 1 dicembre 2008

Berlusconi raddoppia l'iva a Sky


Con un decreto penalizza un concorrente pericoloso
Nel decreto anticrisi varato dal governo c'è anche questo, una norma che aumenta l'iva sulla pay tv dal 10 al 20%
Il problema? Sempre lo stesso ovvero il palese conflitto d'interessi perchè chi è l'artefice della norma è anche padrone di Mediaset e il suddetto aumento dell'iva tende a colpire proprio quel colosso (Sky) che fa concorrenza all'azienda del premier Berlusconi. Infatti nonostante il Cavaliere sostenga che anche Mediaset sarà danneggiata dalla norma è chiaro che il suo eventuale coinvolgimento è insignificante in quanto relativo soltanto agli abbonamenti mensili per alcuni canali digitali. Una perdita minima a fronte invece di una tassa che andrà a colpire, a causa dell'aumento dell'iva, le tariffe di tutte quelle famiglie abbonate a Sky le quali, chissà, non potendo più permettersela potrebbero incrementare gli utenti di Mediaset. Insomma il solito conflitto di interessi, problema mai risolto dai vari governi che si sono succeduti e che ovviamente torna alla ribalta.La maggoranza difende a spada tratta la norma, puntando sull'avere tolto un privilegio a Sky. Magari è vero ma questo fa rima con il fatto che il privilegio è passato a Mediaset, l'azienda, da ricordare fino alla nausea, di proprietà del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.L'opposizione protesta, Di Pietro grida allo scandalo, «Berlusconi, come al solito, invece di lavorare per gli interessi dei cittadini, pensa a tutelare i propri affari», afferma. Ma il problema resta, come la necessità di una legge che regoli il conflitto di interesse e che sembra alquanto improbabile che sia proprio questo governo a varare

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