
mercoledì 30 settembre 2009
martedì 29 settembre 2009
Prc: Ferrero, patto con Pd- Udc
Il Partito della Rifondazione Comunista e' pronto a un patto a partire da Pd e Udc, per una 'breve legislatura, di pochi mesi in cui ripristinare le regole della democrazia'. La proposta e' del segretario del Prc, Paolo Ferrero, con l'obiettivo finale di sconfiggere Berlusconi. Nel frattempo, per Ferrero, si dovrebbe procedere a realizzare una riforma elettorale in senso proporzionale e una legge sul conflitto di interessi.Se c'e' un problema di democrazia si fa un'alleanza per ripristinare le regole democratiche, e poi si vota.
domenica 27 settembre 2009
Ponteranica, settemila per Impastato. “I valori non si cancellano”
Un corteo pacifico e colorato, accompagnato dalla musica e dal suono della protesta contro il gesto del sindaco leghista Cristiano Aldegani, che il 10 settembre ha rimosso la targa e l’intitolazione della biblioteca comunale a Peppino Impastato.
Ponteranica, in via Matteotti e all’inizio di via Valbona, ha iniziato a riempirsi di gente fin dalle 13 e 30 di sabato 26 settembre: una giornata in cui avrebbe dovuto piovere, ma in cui il sole ha fatto capolino, a poco a poco, tra le nuvole, fino a trasformare il tutto in un evento quasi estivo. Il corteo è stato aperto dai rappresentanti del Comitato Peppino Impastato di Ponteranica con una riproduzione gigante della targa dedicata al giovane ucciso il 9 maggio del 1978. La stessa targa, riprodotta in piccolo, che a circa mezz’ora dall’inizio del corteo Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ha potuto vedere appoggiata all’ulivo della pace vicino al bocciodromo, dove nella notte qualche ignoto provocatore ha tagliato l’ulivo che era stato piantato qualche mese fa, giusto il giorno dell’intitolazione della biblioteca poi cancellata da Aldegani.
Dietro la riproduzione gigante della targa hanno sfilato in tanti: settemila secondo gli organizzatori, una stima del tutto verosimile. Dall’inizio del corteo non si vedeva la fine: c’erano semplici cittadini, famiglie, associazioni, bandiere di partito (soprattutto di Rifondazione e qualcosa dell’Italia dei Valori). Un lungo serpentone che ha raggiunto i primi pendii collinari di via 8 marzo, tappa finale dell’evento, attorno alle 16,15. Lì, a fianco della gigantografia della foto più nota dell’eroe antimafia, sono iniziati gli interventi dal palco, spesso di matrice politica molto pesante nei confronti del Carroccio: “Non siamo qui per il provvedimento di un sindaco – ha dichiarato Giovanni Impastato -. Qui c’è un disegno ben chiaro che va da Bossi a Berlusconi, un disegno che vuole cancellare la memoria. Risvegliamo le nostre coscienze”. La grande manifestazione è stata organizzata dal Comitato Peppino Impastato di Ponteranica, Libera contro le mafie, e Casa Memoria di Cinisi.
Ponteranica, in via Matteotti e all’inizio di via Valbona, ha iniziato a riempirsi di gente fin dalle 13 e 30 di sabato 26 settembre: una giornata in cui avrebbe dovuto piovere, ma in cui il sole ha fatto capolino, a poco a poco, tra le nuvole, fino a trasformare il tutto in un evento quasi estivo. Il corteo è stato aperto dai rappresentanti del Comitato Peppino Impastato di Ponteranica con una riproduzione gigante della targa dedicata al giovane ucciso il 9 maggio del 1978. La stessa targa, riprodotta in piccolo, che a circa mezz’ora dall’inizio del corteo Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ha potuto vedere appoggiata all’ulivo della pace vicino al bocciodromo, dove nella notte qualche ignoto provocatore ha tagliato l’ulivo che era stato piantato qualche mese fa, giusto il giorno dell’intitolazione della biblioteca poi cancellata da Aldegani.
Dietro la riproduzione gigante della targa hanno sfilato in tanti: settemila secondo gli organizzatori, una stima del tutto verosimile. Dall’inizio del corteo non si vedeva la fine: c’erano semplici cittadini, famiglie, associazioni, bandiere di partito (soprattutto di Rifondazione e qualcosa dell’Italia dei Valori). Un lungo serpentone che ha raggiunto i primi pendii collinari di via 8 marzo, tappa finale dell’evento, attorno alle 16,15. Lì, a fianco della gigantografia della foto più nota dell’eroe antimafia, sono iniziati gli interventi dal palco, spesso di matrice politica molto pesante nei confronti del Carroccio: “Non siamo qui per il provvedimento di un sindaco – ha dichiarato Giovanni Impastato -. Qui c’è un disegno ben chiaro che va da Bossi a Berlusconi, un disegno che vuole cancellare la memoria. Risvegliamo le nostre coscienze”. La grande manifestazione è stata organizzata dal Comitato Peppino Impastato di Ponteranica, Libera contro le mafie, e Casa Memoria di Cinisi.
Fonte: Bergamonews
venerdì 25 settembre 2009
Lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Roma, 24 settembre 2009
Illustrissimo Signor Presidente,
non sono tra coloro che si rivolgono in ogni occasione al Presidente della Repubblica perché intervenga a sanare le illegittimità del Governo o gli orrori imposti al Parlamento dalla sua maggioranza. Conosco e rispetto ruoli, garanzie, funzioni, autonomie dei differenti poteri dello Stato. Conosco e rispetto le valutazioni che fondano l’istituto della promulgazione.
A tal fine mi permetto di chiederLe di valutare appieno l’incostituzionalità del procedimento del così detto “Scudo Fiscale”che, a mio avviso, ne impedisce la promulgazione.
Ci troviamo di fronte, infatti, ad una vera e propria amnistia; un maxicondono nei confronti dell’esportazione di capitali all’estero, degli evasori, dei bancarottieri.
Vi è, tra l’altro, un aspetto molto rilevante di diritto penale, in un settore molto aspro e delicato quale quello dei reati economici e fiscali. Se ci troviamo, allora, di fronte ad una vera e propria amnistia, contesto il fatto, molto evidente, che non siano state adottate procedure di discussione, approvazione, maggioranza qualificata previste per legge.
Poiché si tratta di una reale amnistia il procedimento avrebbe avuto bisogno di una maggioranza qualificata. In secondo luogo non è per nulla chiaro il rapporto esistente nei provvedimenti tra effetti tributari e condono fiscale, con dubbia legittimità costituzionale.
Viene in terzo luogo, travolto, ovviamente, l’impianto della Costituzione sul tema della progressività dell’imposizione fiscale e, quindi, del rapporto tra cittadinanza e stato di diritto.
La ringrazio per l’attenzione e Le porgo i miei migliori saluti.
Paolo Ferrero
Segretario Naz.le del Partito della Rifondazione Comunista
Illustrissimo Signor Presidente,
non sono tra coloro che si rivolgono in ogni occasione al Presidente della Repubblica perché intervenga a sanare le illegittimità del Governo o gli orrori imposti al Parlamento dalla sua maggioranza. Conosco e rispetto ruoli, garanzie, funzioni, autonomie dei differenti poteri dello Stato. Conosco e rispetto le valutazioni che fondano l’istituto della promulgazione.
A tal fine mi permetto di chiederLe di valutare appieno l’incostituzionalità del procedimento del così detto “Scudo Fiscale”che, a mio avviso, ne impedisce la promulgazione.
Ci troviamo di fronte, infatti, ad una vera e propria amnistia; un maxicondono nei confronti dell’esportazione di capitali all’estero, degli evasori, dei bancarottieri.
Vi è, tra l’altro, un aspetto molto rilevante di diritto penale, in un settore molto aspro e delicato quale quello dei reati economici e fiscali. Se ci troviamo, allora, di fronte ad una vera e propria amnistia, contesto il fatto, molto evidente, che non siano state adottate procedure di discussione, approvazione, maggioranza qualificata previste per legge.
Poiché si tratta di una reale amnistia il procedimento avrebbe avuto bisogno di una maggioranza qualificata. In secondo luogo non è per nulla chiaro il rapporto esistente nei provvedimenti tra effetti tributari e condono fiscale, con dubbia legittimità costituzionale.
Viene in terzo luogo, travolto, ovviamente, l’impianto della Costituzione sul tema della progressività dell’imposizione fiscale e, quindi, del rapporto tra cittadinanza e stato di diritto.
La ringrazio per l’attenzione e Le porgo i miei migliori saluti.
Paolo Ferrero
Segretario Naz.le del Partito della Rifondazione Comunista
lunedì 21 settembre 2009
COMIZIO AD ANDRIA
PUBBLICO COMIZIO
di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani.
Interverranno:
- On. Oliviero DILIBERTO
Segretario naz.le del PdCI
- Sen. Claudio GRASSI
Segreteria naz.le Rifondazione Comunista
-Sen. Cesare SALVI
Presidente Socialismo 2000
venerdì 18 settembre 2009
SABATO (DOMANI) IN PIAZZA PER LA PACE E LA LIBERTA'!!
giovedì 17 settembre 2009
Kabul, cordoglio alle famiglie dei soldati italiani. Ritirare subito le truppe
LA PRESENZA DEI SOLDATI E' INUTILE ANCHE PER LE ELEZIONI. AVVIARE PERCORSO CONFERENZA DI PACE
PRC, PdCI E SOCIALISMO 2000 INDICONO UN SIT IN PER LE ORE 18 SOTTO MONTECITORIO, PER IL RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE. LE NOSTRE BANDIERE SARANNO LISTATE A LUTTO
Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se
"Alle famiglie delle vittime dell'attentato che ha subito un mezzo militare dell'Esercito italiano a Kabul va tutta alla nostra piena solidarietà, il nostro profondo cordoglio e un abbraccio forte, però non possiamo esimerci dal notare come la presenza del contingente militare italiano in Afghanistan è frutto e figlia di una scelta politica e strategica, oltre che militare, assurda e sbagliata.
Le truppe italiane vanno ritirate subito. Peraltro, anche la giustificazione della loro presenza con la necessità di garantire lo svoglimennto di elezioni libere e democratiche, in Afghanistan, è stata del tutto vana e inutile, come dimostrano ed hanno denunciato i colossali brogli subiti dalle opposizioni al governo Karzai, denunce fatte da tutti gli osservatori internazionali, da quelli dell'Onu a quelli dell'Unione Europea. Il governo karzai è un governo fantoccio, succube alla politica statunitense, e odiato dai suoi stessi cittadini.
L'amministrazione Obama, se vuole davvero dare il segno del cambiamento, dall'era Bush, anche in politica estera, sgomberi l'Afghanistan dalle sue truppe, convinca gli alleati occidentali a fare lo stesso e garantisca all'Onu la possibilità di dare il via a una vera, seria e reale conferenza di pace, che va fatta con tutti, anche con i nemici talebani. L'Italia assecondi questo progetto, e torni ad avere un filo di credibilità internazionale, ordinando l'immediato rientro a casa dei nostri soldati. "
Le truppe italiane vanno ritirate subito. Peraltro, anche la giustificazione della loro presenza con la necessità di garantire lo svoglimennto di elezioni libere e democratiche, in Afghanistan, è stata del tutto vana e inutile, come dimostrano ed hanno denunciato i colossali brogli subiti dalle opposizioni al governo Karzai, denunce fatte da tutti gli osservatori internazionali, da quelli dell'Onu a quelli dell'Unione Europea. Il governo karzai è un governo fantoccio, succube alla politica statunitense, e odiato dai suoi stessi cittadini.
L'amministrazione Obama, se vuole davvero dare il segno del cambiamento, dall'era Bush, anche in politica estera, sgomberi l'Afghanistan dalle sue truppe, convinca gli alleati occidentali a fare lo stesso e garantisca all'Onu la possibilità di dare il via a una vera, seria e reale conferenza di pace, che va fatta con tutti, anche con i nemici talebani. L'Italia assecondi questo progetto, e torni ad avere un filo di credibilità internazionale, ordinando l'immediato rientro a casa dei nostri soldati. "
lunedì 14 settembre 2009
Direzione: Prc verso una gestione unitaria
Immergersi nelle lotte, costruire la federazione, avanzare una proposta sul piano politico istituzionale e, nel partito, dare alla luce una nuova fase improntata alla gestione unitaria. Si può riassumere così, schematicamente in questi passaggi, la relazione del segretario Paolo Ferrero svolta venerdì 11 settembre durante la riunione della Direzione nazionale del Partito. E’ stata dunque una relazione molto articolata quella del segretario, condensata in un intervento con cui sono stati affrontati diversi temi molto complessi. Molta carne al fuoco quindi, col rischio di non riuscire a individuare le priorità che il Partito deve darsi in una fase di difficoltà. Ferrero è innanzitutto partito dall’assunto che le nostre analisi sulla crisi sono valide. Tesi questa condivisa anche dal nuovo coordinatore di Essere comunisti, Bruno Steri che, nel corso del dibattito, ha definito azzeccata la nostra visione sulla crisi ma “il consenso, lo abbiamo visto, non arriva per questo”. Per Steri occorre quindi calibrare bene i messaggi che vogliamo lanciare, provare a dare una prospettiva generale alle vertenze in atto ed elaborare parole d’ordine che buchino la cortina di silenzio che ci circonda. Continuando col discorso del segretario, Ferrero, valutando le mosse nel campo nemico, ha analizzato alcuni aspetti del governo Berlusconi: l’esecutivo non è interessato ad una politica anticiclica, aspetta una ripresa internazionale e al contempo gestisce la crisi con caratteri simili alle dittature degli anni ’20. In luce nell’intervento di Ferrero anche la presa di distanza delle classi dominanti che iniziano a smarcarsi dal caudillo al potere. E proprio sui poteri forti adesso in non piena adesione col governo e visti come fattore di instabilità si è concentrato l’intervento di Alberto Burgio. Berlusconi è tornato infatti ad essere un problema, non solo per ambienti vaticani, ma per il sistema del credito, per la nulla credibilità internazionale e per vasti settori che prima lo hanno sostenuto. Per Burgio dobbiamo allora interrogarci su scenari alternativi. Non è da escludere un governo di destra senza Berlusconi e con invece al vertice i grandi garanti del grande capitale. Si determinerebbe per noi un quadro problematico perché su tale ipotesi potrebbe esserci il consenso o la benevola astensione del Pd. Un passaggio della relazione del segretario è dedicato alle preoccupazioni sul golpe in Honduras ed all’interesse che dobbiamo nutrire per l’esperienza latinoamericana ed un altro punto importante riguarda la situazione tedesca, che per noi vuol dire molto ed in primo luogo, con il recente risultato elettorale della Linke, rappresenta un’uscita da sinistra alla crisi. Il discorso sulla Linke viene ripreso ancora da Bruno Steri. Il coordinatore di Essere comunisti ritiene che la sinistra tedesca vada bene anche per un fatto dirompente che riguarda l’Ue: la Linke ha infatti fatto ricorso a Corte costituzionale tedesca per far sì che la sovranità europea non sia un dominus ed ha vinto. Anche su questo punto dobbiamo quindi riuscire a dare risposte anche noi.Per il segretario Ferrero il Prc deve innanzitutto ripartire dal conflitto, anzi alimentarlo e renderlo più visibile, e così aiutare a creare coscienza, e dentro le vertenze costruire anche la visibilità del Partito. Liberazione deve diventare una sorta di giornale delle lotte ed il Prc deve dar vita ad una piattaforma in risposta alla crisi. Al tempo stesso – ha spiegato Ferrero – occorre proseguire nel percorso di costruzione della federazione per farne un polo politico autonomo e strategicamente alternativo al Pd, che si muova nel solco della storia del movimento operaio italiano e che non sia la sommatoria fra le forze necessarie per la sua costruzione, Prc e Pdci, ma un processo aperto e coinvolgente. Sul piano politico istituzionale Ferrero ha quindi proposto di trovare un accordo con le altre opposizioni, in caso di caduta del governo Berlusconi, legato solo a due punti: una legge elettorale proporzionale per scardinare il bipolarismo - decisivo in questo senso è anche il rilancio dell’idea delle due sinistre - e una legge sul conflitto di interessi. Su questo punto Burgio si è chiesto perché anche i settori proporzionalisti del Pd dovrebbero aprire uno spiraglio che possa farci risollevare, mentre per Leonardo Masella “siamo troppo al traino delle cultura e della politica del Pd”. Il capogruppo in regione Emilia-Romagna definisce infatti ultrapoliticista l’ipotesi di governo tecnico per cambiare legge elettorale. Una conferma che siamo in qualche modo a traino della politica del Pd, Masella la trova anche nell’editoriale di oggi del direttore di Liberazione, Dino Greco, che invita a trasformare la manifestazione su libertà di stampa in una manifestazione di popolo. Masella in proposito ricorda che chi tira le fila della protesta è la stessa stampa che ci cancella e ci emargina. Ma punto centrale della discussione oggi in Direzione è stata anche la questione della gestione unitaria, che per il segretario è un allargamento della segreteria e non una ridiscussione complessiva dell’impianto in cui ci siamo mossi negli ultimi mesi, rappresentando in particolar modo il compimento del congresso di Chianciano in un’ottica di rilancio del Prc. Di diverso avviso Claudio Bellotti, di Falce e martello, che ritiene si tratti di un’ambiguità, un cambio di maggioranza, con una nuova segreteria e una nuova linea politica. Per Aurelio Crippa la gestione unitaria è invece un elemento di democrazia, i gruppi dirigenti diventano rappresentanza del corpo del partito e finisce così lo scempio portato avanti dal congresso di Venezia con la costruzione di organismi dirigenti col sistema maggioritario. Ora però – questa la proposta avanzata da Crippa - questo raccordo nazionale si traduca a tutti i livelli nel partito. Il dirigente del Prc, nel corso dell’intervento, ha poi mosso alcuni dubbi sul procedere del Partito, in particolare – ha ammonito riguardo al Cpn - “se domani si registra quanto avvenuto al Cpn di giugno questo partito non ha maggioranza”. Inoltre – ha continuato - “in questi mesi siamo stati presenti in tutte le lotte, ma le elezioni ed il tesseramento non danno dati positivi. Fra agire e traduzione c’è dunque uno scarto, sul quale occorre riflettere”. Per Crippa manca uno sbocco a livello politico, occorre costruire un progetto, un minimo di programma. Sui tanti problemi del paese occorre fare una scelta, e la scelta non può che essere quella del lavoro, con la crisi in atto, col congresso della Cgil alle porte. Si metta in campo dunque la conferenza delle lavoratrici e dei lavoratori e si mobiliti il partito attorno a queste questioni, mentre sulle elezioni regionali ci si chieda prima qual è il nostro progetto e poi si apra il confronto.Il Cpn di sabato e domenica è dunque chiamato ad affrontare tante questioni di rilievo, tutte utili per il rilancio del Prc e della federazione. Serve una proposta chiara su pochi punti che affronti i nodi centrali delle classi che intendiamo rappresentare, sennò rischiamo di fare una discussione avvitati su noi stessi. E serve farlo subito per ripartire nel paese e nel conflitto.
Direzione Nazionale PRC 11 Settembre 2009 - Intervento di Simone Oggionni
di Simone OggionniVoglio esercitarmi anch’io sul tema del conflitto, perché penso che la ripresa del conflitto sociale nel nostro Paese sia – in prospettiva e dal nostro punto di vista – l’elemento centrale di questa fase politica.A me piacerebbe che il comitato politico nazionale di domani si aprisse con l’elencazione puntuale e precisa di tutte le lotte che in questi dieci giorni sono esplose, nelle fabbriche (da Battipaglia a Milano) e nel mondo della scuola (da Catania a Cagliari, da Roma a Trapani). Così come mi piacerebbe che nella riunione di domani si desse conto del ruolo che il partito sta acquisendo nelle lotte che si stanno sviluppando in ogni territorio.Da questo punto di vista raccolgo con sincera condivisione l’appello di Ferrero a non dividersi più sul tema per noi così spinoso del rapporto con i movimenti. Ricordo che un anno fa, in questa direzione, ci dividemmo in una discussione molto accesa che vertava proprio sul rapporto tra partito e movimenti, sulla cessione di sovranità, sull’egemonia: una discussione lacerante che produsse documenti contrapposti. Proviamo da oggi a bandire l’idea che ci sia nel partito qualcuno così ottuso da non volere investire strategicamente la propria iniziativa politica nei movimenti di lotta e contemporaneamente da non volere che il partito tragga ulteriore forza e consenso dalla propria presenza organizzata nel conflitto sociale?Oggi il segretario ci ha proposto un punto di sintesi concettuale avanzata, che io traduco così: il partito deve essere lo strumento politico dell’auto-organizzazione sociale. Non c’è alcuna Rifondazione Comunista se non si ricrea una presenza e un investimento costanti nei movimenti e nelle lotte!Diceva bene però Zuccherini: serve a fianco di questo un progetto organico di società. Aggiungo: una piattaforma di proposte unificanti e uno sbocco politico concreto.Un progetto organico: proviamo a riproporre il tema, in questa epoca di crisi che è svuotamento della democrazia, regressione civile e sociale, di una democrazia aggettivata, e cioè di una democrazia dal basso, di una democrazia progressiva, di un nuovo protagonismo dei lavoratori, degli studenti e delle classi popolari, a partire dalla propria autodeterminazione nelle fabbriche e nei luoghi di studio e di formazione.Una piattaforma di proposte: stop ai licenziamenti, statalizzazione delle fabbriche in crisi, autogestione operaia, salario sociale, riqualificazione della ricerca, stop ai tagli agli organici nella scuola, politica di diritto allo studio. Sono o non sono queste le proposte che, se elencate tutte insieme e all’interno di un quadro organico, ci darebbero credibilità e forza in questa fase embrionale di conflitti?Infine lo sbocco politico concreto. Io penso a tre cose. Ferrero parlava di un governo a termine per le riforme istituzionali. Condivido, invece, l’idea di un’alleanza trasversale e tecnica per la garanzia costituzionale e le riforme istituzionali, a partire dalla legge elettorale proporzionale. Che è una cosa diversa, obiettivamente meno impegnativa e altrettanto (forse: più) efficace della prima per arginare le derive del regime berlusconiano.La seconda: rafforzare la federazione dando risposte concrete all’esigenza di unità che prorompe da ogni territorio, dall’insieme dei nostri compagni e dal popolo della sinistra. Unità, un’idea forte di aggregazione e unificazione dei comunisti e degli anticapitalisti. La penso esattamente al contrario di Pegolo: penso alla costruzione di un soggetto politico a tutto tondo. Non è più il tempo dei cartelli elettorali e dei contenitori incomprensibili. Abbiamo deciso di investire sulla federazione? Benissimo, che sia una cosa seria, che porti Rifondazione Comunista a costruire il soggetto politico unitario dei comunisti e degli anticapitalisti. Meglio: il soggetto politico unitario dei comunisti e degli anticapitalisti nelle lotte e nei conflitti.Infine, serve un partito unito, compatto, che fa fronte alle difficoltà mettendo in campo tutte le energie di cui dispone, anche nel gruppo dirigente centrale. In questo, per fortuna, abbiamo corretto gli errori compiuti dal congresso di Chianciano in poi. Ma che non per questo – come diceva giustamente Steri –ci porti senza colpo ferire ad una modificazione dei rapporti interni senza ridiscutere della linea politica e di quanto ogni pezzo del partito contribuisce a definirla.In conclusione due parole telegrafiche sul campeggio dei Giovani Comunisti. Abbiamo sperimentato un percorso unitario, con una discussione accesa ma alla fine produttiva sia tra noi sia nel confronto con i compagni che abbiamo incontrato. E, alla fine, abbiamo lanciato l’idea di moltiplicare le mobilitazioni che in questi giorni stiamo costruendo. Penso che i Giovani Comunisti oggi, dopo molto tempo, possono tornare a dire qualcosa e a dare un contributo positivo anche nel partito e nel suo dibattito interno.
venerdì 11 settembre 2009
Metalmeccanici, la rottura industriali-Fiom dimostra che le chiacchiere sul dialogo sociale stanno a zero
RIFONDAZIONE AL FIANCO DELLE LOTTE DELLA FIOM. ORA LA CGIL ORGANIZZI E GENERALIZZI IL CONFLITTO Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se
L'atteggiamento di Federmeccanica che, in merito al rinnovo del contratto dei lavoratori metalmeccanici, ha cominicato a trattare "solo" con Fim-Cisl e Uilm, ignorando deliberatamente le proposte avanzate dalla Fiom Cgil (sospensione dell'applicazione dell'accordo separato, accordo-ponte sul salario che tenga contro di tutte le piattaforme presentate, discussione immediata sul blocco dei licenziamenti e crisi), dimostra che le "chiacchiere" di Confindustria - e in particolare della sua presidente, Emma Marcegaglia, che continua a rinnovare gli "inviti" al dialogo alla Cgil e al suo segretario generale Epifani in persona - stanno a zero.Si tratta, cioè, di chiacchiere inutili e vuote, o meglio di una vera e propria trappola che Confindustria e il Governo stanno apparecchiando sulle spalle dei lavoratori e con la complicità di sindacati ormai "gialli" e compiacenti verso tutti i padroni e tutti i governi come Cisl e Uil. Finiscono in questo modo, e già dal primo round di trattative, le illusioni, coltivate pure a sinistra, dentro la Cgil come dentro il Pd, su industriali e imprenditori "buoni" pronti ai sacrifici per il bene comune!
Nella sua gravità, come spiega oggi giustamente la Fiom-Cgil, questo atteggiamento degli industriali metalmeccanici contribuisce però a fare chiarezza definitiva su come imprese e padroni, governo e sindacati compiacenti vogliono gestire, non certo risolvere, la drammatica crisi che il nostro Paese sta vivendo. Adesso la Cgil deve fare solo una cosa: appoggiare le lotte e le rivendicazioni della Fiom ed estendere il conflitto.
giovedì 10 settembre 2009
Il Prc è a fianco dei precari in lotta e ne sostiene le rivendicazioni
Da mesi i precari della scuola, docenti e ATA, si stanno mobilitando per la difesa del diritto al lavoro e della qualità dela scuola della Repubblica.Sul Governo grava la responsabilità di tagli feroci che mirano a distruggere la scuola pubblica a tutto vantaggio delle scuole private.A farne le spese sono i precari, licenziati in tronco dopo anni di servizio, gli insegnanti tutti, costretti a lavorare in aule sovraffollate e in condizioni impossibili, gli studenti, ai quali nella sostanza si nega il diritto costituzionale all'istruzione.Lo stesso Governo artefice del massacro sociale e civile a danno della scuola in questi giorni sta dando luogo alla messinscena dei cosiddetti “contratti di disponibilità”.Una vera e propria truffa che punta alla pacificazione in cambiio di pochi spiccioli, che discrimina tra precari di serie A e di serie B, che produce trattamenti diversi tra precari di diverse regioni, che non da alcuna risposta né sul piano dell'occuazione né su quello della qualità della scuola.Rifondazione Comunista chiede perciò che gli assessori regionali al Lavoro e all'Istruzione abbandonino questa strada e si impegnino concretamente a sostenere le rivendicazioni dei precari per il ritiro dei tagli, il ripristino dei finanziamenti alla scuola statale e l'assunzione a tempo indeterminato su tutti i posti vacanti.Nell'immediato, il PRC chiede che venga garantito il lavoro a tutti i docenti e gli ATA licenziati attraverso la costituzione nelle scuole di un organico funzionale, necessario per ripristinare gli standard qualitativi pregiudicati dagli interventi del governo.Le Regioni non devono rendersi complici dell'inganno dei contratti di disponibilità. La solidarietà con i precari della scuola richiede posizioni nette e atti concreti.
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
Dipartimento Nazionale Scuola
Le "Ombre rosse" di Maselli contro il suicidio della sinistra
di Federica Pitonidal sito www.esserecomunisti.it
Devo confessarlo – Citto, me lo potrai mai perdonare? – sono andata a vedere “Le ombre rosse”, l’ultimo film di Citto Maselli, con un carico di diffidenza e preconcetto. Stranamente, avendo il film tutti gli “ingredienti” per attirarmi.Sono andata a vedere questo film immaginando di trovarmi di fronte ad un pamphlet didascalico e noioso. Ed invece mi sono ritrovata di fronte ad una dolente riflessione, che mi ha scavato dentro. E mi sono cinematograficamente trovata di fronte ad un’opera corale, dove ogni figura è archetipo dei vizi, annosi ed esiziali, della sinistra. Già in “Lettera aperta a un giornale della sera”, quarant’anni fa, Maselli ci metteva in guardia da certe derive dell’intellettualità di sinistra. Sembra quasi che in questi decenni questa intellettualità sia stata solo capace di scollarsi ancor più dalla realtà, di parlarsi addosso senza costrutto, di non vedere intorno a sé una realtà che andava mutando. E i clacson finali della destra in festa per la vittoria elettorale, infatti, colgono di sorpresa i nostri intellettuali, presi dalle loro conversazioni astratte. Loro non sapevano. Loro non immaginavano. Loro non credevano. Ombre rosse, appunto. Ombre.Una denuncia dei nostri limiti per svegliarci dal torpore che ci ha colto. Un grido di dolore di chi – militante di vecchia data - non può e non vuole accettare una sinistra che in gran parte si è suicidata. Non può e non vuole e non crede che questa possa essere la fine di tutto. Un monito per tutte e tutti noi affinché si cambi strada ora: forse non è troppo tardi.Alla fine, prima dei titoli di coda, ho avuto un soprassalto di commozione. Il film ha anche una dedica. E’ dedicato a Sandro Curzi. E sono certa che il “nostro” direttore avrebbe molto amato questo film.
domenica 6 settembre 2009
sabato 5 settembre 2009
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