venerdì 28 agosto 2009

LA MISSIONE DEL "PARTITO DI MASSA"

di Francesco Valerio della Croce*
Alla luce dei fatti delle ultime settimane - la morte di più di 70 innocenti colpevoli di essere vittime di guerre inumane e spietate, le proposte incivili della Lega in tema di salario e sicurezza, la schiacciantevittoria dei lavoratori Innse e la riproposizione dello stesso modello di lotta in altri luoghi... - è necessario interrogarsi sul ruolo che Rifondazione può avere in questo scenario politico e sociale così frastagliato, che vede da una parte lotte e vittorie, dall’altra razzismo e schiavismo, e provare a trovare una risposta chiara che permetta al Prc di essere perlomeno parte di questi avvenimenti. E’ necessario muoverci su due direttrici: la prima è un rinnovato insediamento territoriale del Partito, coscienti che non ci si può aspettare manna dal cielo o da qualche Tg o programma televisivo. Dobbiamo far in modo che i nostri circoli diventino interlocutori privilegiati e i protagonisti di ogni lotta, da quelle per l’occupazione a quelle in difesa dell’ambiente od anche la semplice denuncia alla propria amministrazione di una strada comunale dissestata. Il risultato finale di questo modo di porsi deve essere non solo un rafforzamento territoriale del Partito, ma essere parte di ogni lotta, essendo legittimati dalla fiducia dei cittadini. La seconda importante direttrice è un cambiamento nel Dna di Rifondazione. Parlando di Dna, non intendo quello ideologico, che anzi è finalmente chiaro e permette anche riconoscibilità. Intendo dire che un nuovo compito per il Partito è ritornare ad essere in grado di capire i reali bisogni dei lavoratori e di conseguenza avere una migliore proposta politica in grado di incidere (il che sarebbe già un risultatomolto considerevole), e successivamente di non essere solo un partito “dei” lavoratori ma anche “di” lavoratori, vale a dire che ogni singolo capillare del corpo del Prc deve essere composto da operai, precari, disoccupati; da tutti coloro cioè che vivono una situazione d’oppressione e vogliono un reale riscatto delle proprie condizione. Queste considerazioni sono importanti, secondo me, non solo per Rifondazione Comunista ma anche per il futuro della Federazione della sinistra comunista ed anticapitalista. Così, pur non avendo una minima visibilità televisiva, saremmo visibili nelle coscienze della nostra classe di riferimento, quella dei lavoratori salariati. Sono importanti anche altri aspetti, come ad esempio la formazione dei militanti che è imprescindibile nel percorrere queste due vie. C’è bisogno di “rifondare Rifondazione”,ovvero farla tornare ad essere il partito di massa che era quand’è nata. Per questa complessa “missione” ci dovrà essere l’impegno di tutti i compagni. E per questo sarebbe necessario che, affiancate alla varie assemblee di costituzione della Federazione, se ne tenessero altre nel maggior numero di circoliper verificare lo stato del Partito sui territori. Con un rafforzamento del Prc saranno non solo più forti le nostre idee, ma anche l’opposizione al governo da una parte, e ad un modello di (dis)valori dall’altra.Ricordiamoci di cosa diceva Antonio Gramsci: «Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza, agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo, organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza».

*Portavoce cittadino Giovani Comuniste/i

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