domenica 2 novembre 2008

A Piazza Navona un attacco squadrista preparato in ogni dettaglio


Il governo alla Camera non dice la verità. Ecco le foto inequivocabili dell'assalto fascista
Rabbia e sconcerto? Solo per iniziare... gli scontri del 29 ottobre di Piazza Navona, e la ricostruzione falsata dei fatti, da parte del governo e strumentalizzati da tanti mezzi di informazione, sono il simbolo pesante e preoccupante di una mistificazione della realtà e di un revisionismo che da strisciante è oggi palese e spudorato
Nella fantasiosa ricostruzione del sottosegretario agli Interni, Nitto Palma, che ha riferito alla Camera dei Deputati sugli avvenimenti, la colpa è stata di 4 o 500 persone dei collettivi studenteschi della sinistra antagonista che hanno aggredito il gruppo di Blocco Studentesco, di estrema destra. Inoltre ha definito normale prassi durante le manifestazioni la presenza del camioncino di Blocco Studentesco, col quale gli stessi avevano portato decine di spranghe. Ha negato che i poliziotti abbiano sentito, da parte degli appartenenti a Blocco Studentesco, frasi che riportassero apologia di fascismo, ma solo normali slogan contrapposti. Ha sostenuto che il ragazzo con maglietta blu, -cerchiato di rosso nella foto- presente nelle file del Blocco e che si muoveva in assoluta libertà tra i poliziotti che sembrava di conoscere bene, fosse un infiltrato, ma solo un appartenente del gruppo di Blocco Studentesco regolarmente identificato.«L'interposizione del personale di polizia in abiti civili ha evitato possibili tafferugli. In questo frangente - ha detto il sottosegretario agli Interni - il personale di polizia non ha udito cori apologetici del fascismo, ma slogan contrapposti». E ancora, «quelli del Blocco Studentesco, raggruppati intorno al camioncino ed invitati più volte ad allontanarsi dalla piazza dalle forze di polizia - ha proseguito Nitto Palma - avevano iniziato a spostarsi portandosi verso piazza delle Cinque Lune con l'intenzione di andare verso il ministero della Pubblica istruzione. Ma arrivati nella piazza il gruppo ha deciso di fermarsi». Nel frattempo, continua a raccontare, «da Corso Vittorio sono giunti circa 400-500 persone appartenenti a collettivi universitari ed alla sinistra antagonista che si sono uniti agli altri studenti. Alcuni indossavano caschi di motociclista e, invece di attestarsi nella piazza a manifestare, si sono fatti largo tra i ragazzi e, arrivati all'altezza di piazza delle Cinque Lune si sono dapprima schierati urlando slogan contro i fascisti e poi hanno iniziato un fitto lancio di oggetti, sedie e tavolini prelevati dai bar della piazza». Alcuni esponenti del Blocco, ha ricostruito il sottosegretario, «ma in numero molto minore, si sono schierati ed hanno preso bastoni dal camioncino, mentre i ragazzi dei Collettivi sono avanzati venendo a contatto. Le forze dell'ordine hanno quindi separato i contendenti».A poco sono serviti, per il sottosegretario, le foto, i filmati, i resoconti e le testimonianze dei presenti a disvelare oltre alla reale dinamica dei fatti, l'inganno e la premeditazione di un attacco squadrista ordito della destra ai danni di un movimento ampio e consapevole che da settimane si mobilita per fermare quel mostro giuridico che risponde al nome di “decreto Gelmini”. Inoltre infiltrare agenti in borghese nel movimento, provocare, creare incidente per far scattare la repressione è una tecnica nota, come Francesco Cossiga ha ricordato recentemente, esperto del ramo, e che oggi si ripropone, come dimostra anche la vicenda del militante di Rifondazione comunista Yassir Goretz, ingiustamente arrestato nel corso degli scontri e per cui la prossima udienza del processo per direttissima si terrà il 17 novembre.In questo clima di oscurantismo e nel continuo tentativo di sopprimere il dissenso, non sorprendono allora neppure le parole ministro dell'Interno, Roberto Maroni: «Chi occupa le scuole abusivamente, impedendo agli altri studenti il libero esercizio di partecipare alle lezioni sarà denunciato alla magistratura».Oggi pubblichiamo delle foto che dimostrano come il Blocco studentesco non sia stato vittima di un'aggressione, ma al contrario appare come la violenza, spranghe e cinghie o dimostrarlo, sia partita, organizzata e fomentata proprio da loro. Un invito: mandateci il materiale -video, foto, o quant'altro- che documenti la verità dei fatti, per un'informazione di parte, ma della parte giusta.

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