venerdì 17 ottobre 2008

Sciopero e grande corteo dei sindacati di base a Roma

Adesione di Pdci e Prc, centinaia di migliaia in piazza contro governo e Confindustria
Nonostante la pioggia battente che ha inondato le strade di Roma, la manifestazione organizzata dai sindacati di base Cub, Cobas e Sdl
nel giorno dello sciopero generale ha avuto un gran successo. Il corteo che ha sfilato per le vie della Capitale, partito da piazza della Repubblica alla volta di piazza San Giovanni, è stato aperto da uno striscione con la scritta «Tremonti e Gelmini distruttori della scuola». A sfilare, oltre alle varie categorie di lavoratori aderenti ai sindacanti di base, anche i coordinamenti degli studenti universitari e delle scuole superiori con striscioni e slogan «No alla distruzione della scuola» e «Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini». Tra i manifestanti anche una folta rappresentanza di lavoratori precari, tra cui molti operatori sanitari «Uno sciopero riuscitissimo: più della metà delle scuole sono chiuse contro la politica Tremonti-Gelmini, contro una filosofia della scuola che appartiene all'800, contro provvedimenti razzisti di separazione tra italiani e stranieri, contro un'idea di distruzione di un'istituzione fondante del paese» afferma Pietro Bernocchi, segretario nazionale Cobas. Gli organizzatori parlano di 300 mila manifestanti scesi in piazza, ma al di là delle cifre, il segnale politico è stato dato, forte e chiaro: sarà un autunno caldo di lotte.A sfilare anche i Comunisti italiani, con Gianni Pagliarini, Manuela Palermi, Fabio Nobile, Marco Rizzo e Jacopo Venier dell’Ufficio politico del Pdci ed esponenti della Fgci. «Per contrastare l'attacco ai diritti e alle tutele del lavoro - afferma Gianni Pagliarini, responsabile del dipartimento Lavoro del Pdci - a partire dal diritto alla contrattazione collettiva, ad una scuola pubblica e ad uno stato sociale adeguato ed efficace. Per respingere questo attacco serve una mobilitazione straordinaria che sappia sviluppare un conflitto sociale in grado di rimettere al centro la questione del lavoro e della sua dignità, del salario, della lotta alla precarietà».Presente al corteo anche Manuela Palermi, direttore del settimanale la Rinascita della sinistra: «Una giornata importante, il primo sciopero generale contro la politica di un governo reazionario e che adotta misure contro i lavoratori con una violenza inedita anche rispetto al passato. Stare in piazza oggi è anche una risposta all'aggressione di Sacconi ad un diritto come quello di sciopero, che dà il senso della civiltà di un Paese. Un diritto conquistato con le lotte dei lavoratori, un diritto che ci ha resi liberi e che nessuno si può permettere impunemente di mettere in discussione».

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