L'armata leghista non si smentisce
Dito medio alzato al grido di «mai più schiavi di Roma», così il ministro delle Riforme Bossi parla a Padova ai leghisti veneti riuniti a congressoIl gestaccio è contro l'inno di Mameli in cui si dice che «l'Italia è schiava di Roma» infatti il Senatur torna prepotentemente all'attacco sul tema del federalismo usando toni concilianti con il Pd, «c'è spazio, siamo pronti ad accogliere le proposte del centrosinistra sul federalismo. Da parte nostra non ci sarà una chiusura al Pd e a Veltroni». Ma toni altrettanto inequivocabili verso uno «Stato centralista e fascista che trattiene troppe risorse». Per Bossi «l'obiettivo finale è la Padania, il federalismo solo il primo passo», parole “vecchio stile” pronunciate dopo che nei giorni scorsi aveva dichiarato la sua piena sintonia con Silvio Berlusconi sulla riforma della giustizia.Ma prima di arrivare al capitolo “Padania libera” il ministro del governo Berlusconi lancia una nuova battaglia quella della riforma della scuola tutta leghista, ovvero basta professori del sud al nord! «Non possiamo lasciare martoriare i nostri figli da gente che non viene dal nord. Un nostro ragazzo è stato stangato perché all'esame di maturità aveva presentato una tesina su Carlo Cattaneo». Nessun nome ma viene spontaneo il riferimento alla recente bocciatura scolastica di Bossi junior.Molte le condanne più o meno incisive alle parole e ai gesti del Senatur, infatti se An con la Russa in testa chiede che Bossi si scusi, Forza Italia si limita a censurare il gesto, sottolineando che sulla Lega il giudizio resta «positivo». Secondo il vicesegretario del Pd, Dario Franceschini, quello del ministro delle Riforme è il modo per «coprire» il cedimento nei confronti del premier.L'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ricorda invece che Bossi agisce così per una questione di «clima»: in fondo fu proprio il presidente del Consiglio Berlusconi ad alzare il dito medio in un comizio elettorale tempo fa.
Nessun commento:
Posta un commento