sabato 8 maggio 2010

Perché il razzismo di Casapound è tollerato?

Riflessioni sul presidio nazionale del camerata Iannone
Eran «quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due». E’ finita proprio così, come recita la filastrocca che vinse lo zecchino d’oro nel 1968, il sit-in nazionale del Blocco studentesco, emanazione di CasaPound, che si è tenuto ieri a Roma. Poche centinaia di militanti raggruppati nell’angolo di una piazza troppo grande per loro. In giro nemmeno l’ombra delle migliaia che avrebbero dovuto marciare sulla Capitale come preannunciato alla vigilia. Era dunque infondato l’allarme lanciato nei giorni scorsi dall’Anpi (per altro ritiratasi all’ultimo momento dopo aver acceso la miccia), ripreso da un folto gruppo d’intellettuali e personalità, dalle forze politiche di sinistra e dai Centri sociali che hanno dato vita ad un presidio di protesta, anche questo senza grande partecipazione. La forte opposizione della sinistra romana aveva spinto la questura a vietare inizialmente il corteo chiesto dai «fascisti del terzo millennio». Scelta molto “maliziosa” che ha accresciuto le polemiche e acceso i riflettori sulla vicenda. La sinistra si è divisa, Piero Sansonetti e Massimo Bordin hanno firmato, insieme ad altri, un appello in difesa del diritto di manifestare per chiunque. CasaPound non ne aveva gran bisogno perché ha incassato l’appoggio di 32 parlamentari del Pdl e di due consiglieri capitolini del centrodestra, Ugo Cassone e Luca Gramazio. Ricevuti dal comprensivo sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano hanno ottenuto la possibilità di una manifestazione stanziale, conclusasi prima del previsto. Tuttavia l’accorta messa in scena disposta in piazza, l’assenza di vessilli e cimeli del fascismo storico, le bocche chiuse e la comunicazione affidata solo ai portaparola ufficiali, lo sfoggio di retorica giovanilista e vitalista con un target studentesco ben preciso, l’estetismo autocontemplativo, il «siamo belli come il sole», «17 anni tutta la vita», «giovinezza al potere» che rinviano ad una sorta di impoliticità ormonale, di onanismo ideologico, di acne militante, le canzoni di Rino Gaetano e Vasco Rossi, non cancellano la lunga lista di aggressioni, spedizioni punitive, iniziative contro i disabili, xenofobia, brindisi alla Shoa. Contrariamente a quanto accadeva alla destra radicale non stragista degli anni 70, questa formazione non vive ai margini del sistema ma è la micropropagine ultima del blocco politico-sociale attualmente al governo. Il 20 marzo aveva suoi uomini tra i ranghi del servizio d’ordine della manifestazione che il Pdl ha tenuto a piazza san Giovanni. Dietro l’aria scapigliata e le imitazioni futuriste, tra un pestaggio e l’altro, si intravede la voglia di poltrone negli assessorati e le municipalizzate. In attesa appalta per conto del Pdl, dietro copertura politica e sostegno materiale, il tentativo di penetrazione nel sociale e nelle scuole. A questo punto almeno una domanda è d’obbligo: l’ala del Pdl che fa capo a Fini trova inaccettabile solo il razzismo propugnato dalla Lega e nulla ha da dire su quello di CasaPound? Permangono un’ambiguità di fondo e dei legami sotterranei mai recisi.
Paolo Persichetti

giovedì 6 maggio 2010

Ma come fanno Sansonetti, Armeni e Colombo a ritenere legittima la manifestazione del Blocco?!

Leggiamo sconcertati l’appello a favore della manifestazione del Blocco Studentesco promosso, tra gli altri, da Ritanna Armeni, Angela Azzaro, Piero Sansonetti e Andrea Colombo. Nell’appello si chiede la revoca “tempestiva” del divieto al corteo neofascista imposto dalla Questura di Roma e si rivendica il “diritto di manifestare liberamente e pacificamente”.
Ma come si fa a considerare legittima una manifestazione che – come hanno ricordato recentemente tutte le realtà democratiche e antifasciste di Roma, a partire dall’Anpi – vìola una serie imponente di leggi del nostro ordinamento e addirittura lo spirito profondo, oltre che il dettato, della nostra Costituzione?
La democrazia è una cosa seria, non è banalmente il libero confronto tra opinioni diverse. Nel nostro Paese la democrazia è stata il prodotto di una guerra (di liberazione, di classe, civile) contro l’occupante nazifascista e contro un sistema di disvalori che ha coinciso con la barbarie più acuta della nostra storia contemporanea.
Impedire che i fascisti oggi propagandino i loro deliri è un obbligo democratico. Schierarsi in loro difesa è un errore clamoroso. Anche per queste ragioni i Giovani Comunisti venerdì mattina saranno in piazza SS. Apostoli per ribadire il carattere antifascista della nostra Capitale.

SIMONE OGGIONNI
Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i

Grecia, ancora scioperi e cortei. E Moody's avverte: rischio “contagio" per Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Gb

Non si ferma l'ondata di proteste in Grecia, mentre il Parlamento vota sul piano di austerità. L'agenzia internazionale Moody's fa sapere che "c'è il rischio di un contagio della crisi greca per il sistema bancario europeo", e in particolare per "Portogallo, Spagna, Irlanda, Italia e Gran Bretagna". Ma per Sacconi l'Italia non corre alcun pericolo.

ANNIVERSARIO REFERENDUM SUL DIVORZIO

Il 12 maggio è l’anniversario della vittoria della vittoria del referendum sul divorzio, abbiamo deciso di organizzare un brindisi a piazza Montecitorio .La manifestazione ci appare di stretta attualità, se si considerano gli arretramenti sulla laicità dello stato e l’attacco costante alle libertà delle donne.Ci sarà un microfono aperto a tutte e tutti, e che vi invitiamo ad utilizzare per riprenderci le parole che ci sono state scippate e che hanno prodotto sottrazione e rovesciamento di senso a partire, appunto, da: libertà.Vi invitiamo ad organizzare il massimo di partecipazione possibile, ed a portare il vostro contributo.
Vi aspettiamo!

Rosa Rinaldi
Coordinamento nazionale Federazione della sinistra

FERRERO: GRECIA, RIVENDICHIAMO STRISCIONI IN APPOGGIO ALLA LOTTA DEL POPOLO GRECO. ADESSO SCIOPERO GENERALE IN ITALIA.

Rivendico a nome della Federazione della Sinistra gli striscioni di solidarietà alla lotta del popolo greco attaccati sul colosseo e davanti al parlamento a Roma, sulla torre di Pisa, sul Ponte Vecchio a Firenze e a Rialto a Venezia.
Qualche giorno fa ho espresso la piena e incondizionata solidarietà mia e della Federazione della Sinistra alle lotte dei lavoratori e dei giovani greci contro le politiche finalizzate a salvaguardare le banche facendone pagare i costi unicamente ai lavoratori.
Per questo bisogna sconfiggere quelle misure che si vogliono fare in Grecia ed esportare nel nostro paese. Per questo chiediamo lo sciopero generale anche in Italia

martedì 4 maggio 2010

Scajola si è dimesso!

ULTIM'ORA: il ministro ha letto un comunicato di 30 righe e non ha risposto alle domande dei giornalisti. La sua linea difensiva: forse mi hanno fatto un regalo a mia insaputa

L'ultima del ministro Scajola, dice «stronzo» a un operaio

Se il povero Marco Biagi era un «rompicoglioni», i lavoratori sono degli «stronzi». Parola di ministro. Ormai si può affermarlo con un certo (elevato) coefficiente di certezza: Claudio Scajola, titolare del dicastero alle Attività Produttive, non è di quelli che contano fino a dieci prima di aprire la bocca. Assumesse questa sana abitudine eviterebbe certe cadute di stile che si trasformano spesso in chissà quanto inconsapevoli gaffe. L’ultima sortita del ministro ha lasciato basiti il suo stesso staff, qualche collega di partito che non è riuscito a mascherare il forte imbarazzo, un gruppo di imprenditori napoletani che lo accompagnava in una sorta di visita pastorale ai capannoni Atitech, azienda di manutenzioni aeronautiche al centro nelle ultime settimane di un tentativo di salvataggio.
Il confronto
All’ingresso dello stabilimento di Capodichino, il ministro è stato affrontato da un operaio, Paolo Esposito, che gli ha esternato le proprie preoccupazioni: «Altro che piano per salvarci – ha esclamato – ci hanno tolto la mensa e di colpo siamo tornati indietro di 40 anni. Ma tanto sappiamo già come finisce: che voi politici vi arricchite e gli imprenditori pure». La legittima protesta, insomma, di un lavoratore esasperato per il lungo tira e molla sul piano di salvataggio di Atitech, conclusosi due settimane fa con un accordo che lascia parecchio amaro in bocca alle maestranze. Scajola, rosso in viso, si è avvicinato ad Esposito e gli ha urlato: «Perché generalizza? È come se io dicessi che tutti i lavoratori sono stronzi come lei, però non lo dico». Quindi, convinto di aver sistemato la faccenda, è entrato nel capannone per illustrare i termini dell’accordo, in compagnia del presidente degli industriali di Napoli e nuovo numero uno di Atitech, Gianni Lettieri, scuro in volto per l’intemerata del ministro, che fa il paio con la terribile freddura pronunciata su Marco Biagi appena tre mesi dopo l’uccisione del giuslavorista da parte delle Br.
Senza parole
Esposito è rimasto senza parole. Al suo posto ha replicato la Cgil Campania, per bocca del suo segretario, Michele Gravano: «Per le responsabilità che contraddistinguono il ruolo del ministro sono necessari nervi saldi e una grande capacità di ascolto delle istanze di tutti, in particolare dei lavoratori». Gli insulti di Scajola, inoltre, non hanno certo contribuito a rasserenare il clima all’interno di Atitech. Il piano di salvataggio, che prevede un massiccio ricorso alla Cig per gran parte dei 600 addetti, ha già comportato, per i lavoratori recuperati, un taglio allo stipendio del 10% e un aumento delle ore di lavoro settimanali. Per non parlare dell’indotto (140 addetti), completamente azzerato, con i lavoratori lasciati per strada senza ammortizzatori sociali.
fonte: www.unita.it

Scajola verso dimissioni

Secondo quanto apprende l'Ansa, le annuncerà nella conferenza stampa alle 11:30
ROMA - Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola dovrebbe annunciare stamane, secondo quanto apprende l'ANSA da fonti qualificate, le sue dimissioni nel corso della conferenza stampa prevista alle 11.30 al ministero. Scajola e' rientrato ieri sera a Roma da una missione in Tunisia. E stamane avrebbe avuto un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Il Ministro dello Sviluppo Economico terra' una conferenza stampa alle ore 11:30 nella sede del Ministero.
Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ieri ha detto di ritenere di essere "sottoposto di fatto ad un vero e proprio processo mediatico che si basa su dichiarazioni rese da terzi il cui contenuto" gli è "ignoto ed in una vicenda nella quale l'unico dato realmente certo" è che non è indagato. Lo afferma lo stesso ministro in una nota, in cui aggiunge: "In questa situazione, nella quale la mia persona è quotidianamente 'infangata', ho dato mandato al mio legale di intraprendere tutte le iniziative che si renderanno necessarie a mia tutela". "Ancora oggi - prosegue il ministro - sui principali quotidiani a tiratura nazionale, sono pubblicati ampi stralci di affermazioni che sarebbero state rese da persone sentite nel corso delle indagini preliminari. E' oramai parecchio tempo che ciò avviene con la peculiarità che, ogni giorno, le dichiarazioni riportate sui quotidiani si arricchiscono di nuovi particolari, anche contrastanti con quanto già pubblicato, ed asseritamente riferiti da soggetti ascoltati nell'indagine". Tutto ciò, continua Scajola, "accade senza che l'Autorità giudiziaria competente sia in grado di arginare questa inarrestabile ed illegittima divulgazione di notizie".
A CAMERE DOPO AUDIZIONE PROCURA - ''Un mio intervento alle Camere, cosi' come richiesto dai capigruppo del Partito democratico, sara' possibile dopo la mia audizione come persona informata sui fatti, gia' fissata con la Procura della Repubblica di Perugia''. E' quanto precisa in una nota il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola.
IDV PRESENTA MOZIONE DI SFIDUCIA
- "Quanto sta emergendo in questi giorni sulle pagine dei quotidiani nazionali sul coinvolgimento del ministro Scajola, in merito all'acquisto di immobili, è di una gravità inaudita. A prescindere dal fatto giudiziario, che va accertato nelle sedi competenti, riteniamo ci sia una grande responsabilità politica. Per questo, oggi, l'Italia dei Valori ha deciso di depositare una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Scajola e ci auguriamo che le altre forze politiche non si tirino indietro. E' la richiesta di un'assunzione di responsabilità". Lo affermano in una nota congiunta il Presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e il Capogruppo dell'IdV alla Camera, Massimo Donadi.
PD,SCAJOLA IN AULA O POSSIBILE MOZIONE SFIDUCIA - "Dopo aver formalizzato ai presidenti di Camera e Senato la nostra richiesta di invitare il ministro Scajola a riferire in parlamento in tempi rapidi sulla vicenda relativa ad una compravendita immobiliare, i gruppi del Partito Democratico, qualora si trovassero di fronte ad una reiterata indisponibilità del ministro dello Sviluppo economico, adotteranno ogni necessaria iniziativa parlamentare nei confronti del ministro Scajola". Così i capigruppo di Camera e Senato Dario Franceschini e Anna Finocchiaro ipotizzano il ricorso del Pd alla mozione di sfiducia contro il ministro dello Sviluppo Economico
STRISCIONE PROTESTA SOTTO CASA SCAJOLA A ROMA - "Cerchi casa? Chiedi a Scajola!". E' questo lo slogan su uno striscione esposto su un cavalcavia di fronte al Colosseo e sotto l'appartamento romano del ministro Claudio Scajola, al centro di polemiche per una inchiesta della Procura. Gli autori della "iniziativa provocatoria" sono alcuni giovani dell'associazione 'Semplicerivoluzione.com'. "Scajola si dimetta e apra un'agenzia immobiliare", ha spiegato un attivista riferendosi "alla modica cifra sull'acquisto dell'appartamento del ministro". "Sarebbero queste - ha proseguito il giovane definendosi un militante di centrosinistra - le politiche del governo per i 30 mila cittadini romani che non hanno casa e i tanti studenti fuori sede?".
INCHIESTA G8: SCAJOLA FORSE SENTITO DA PM PROSSIMA SETTIMANA - Potrebbe essere sentito la prossima settimana, più precisamente il 14 maggio, come persona informata dei fatti, il ministro Claudio Scajola, il cui nome compare nell'inchiesta in corso a Perugia sugli appalti per i Grandi eventi. Dagli accertamenti condotti nel capoluogo umbro e' infatti emerso che una casa a Roma a lui intestata e' stata acquistata ricorrendo anche ad assegni circolari emessi su richiesta dell'architetto Angelo Zampolini. Denaro in relazione al quale quest'ultimo e' indagato per riciclaggio. Per Zampolini, per il commercialista Stefano Gazzani e per l'ex commissario dei mondiali di nuoto a Roma Claudio Rinaldi la procura perugina ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Istanza che pero' non e' stata accolta dal gip che non si e' ritenuto competente a decidere. Contro il suo provvedimento i pm - Federico Centrone, Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi - hanno proposto appello e questo sara' esaminato dal tribunale del riesame di Perugia l'11 maggio prossimo. Il giorno successivo e' invece in programma l'udienza davanti al gip per decidere in merito alla richiesta di commissariamento delle aziende del gruppo di Diego Anemone. E' probabile quindi che Scajola, il quale ha sempre rivendicato la correttezza del proprio comportamento, venga sentito dopo tale data.
ANEMONE, MAI DENARO A ZAMPOLINI PER CASE - ''Non ho dato denaro a nessuno, tanto meno ad Angelo Zampolini, e non ho contribuito ad acquistare le case di nessuno'': cosi' il costruttore Diego Anemone dopo le notizie che lo hanno riguardato negli ultimi giorni. ''Il mio assistito continua a proclamarsi completamente estraneo a ogni addebito'' ha detto all'ANSA l'avvocato Gianluca Riitano, uno dei difensori dell'imprenditore al centro dell'inchiesta in corso a Perugia sugli appalti per i Grandi eventi. ''Anemone chiarira' tutto - ha spiegato ancora l'avvocato Riitano - una volta uscito dal carcere''. La misura cautelare disposta nei suoi confronti dal gip di Perugia Paolo Micheli e' di tre mesi e terminera' domenica prossima. L'ipotesi sulla quale sta lavorando la procura di Perugia e' che fosse riferibile a Diego Anemone il denaro depositato in banca dall'architetto Zampolini, che aveva lavorato anche per lo stesso imprenditore, e quindi utilizzato per formare assegni circolari. Titoli poi impiegati - secondo la ricostruzione accusatoria - per l'acquisto di case nella disponibilita' del ministro Claudio Scajola, dei figli di Angelo Balducci e del generale della guardia di finanza Francesco Pittorru.
LEGALI ANEMONE, PURA FANTASIA TUTTI ADDEBITI - Sono "pura fantasia tutti gli addebiti" rivolti a Diego Anemone. Lo hanno sottolineato i suoi difensori, a margine dell'udienza per il commissariamento delle aziende del costruttore, che si è svolta stamani a Perugia. I legali, riferendosi alle notizie degli ultimi giorni, hanno parlato di "vicende senza il benché minimo riscontro". Secondo i suoi difensori, Anemone nega di avere messo a disposizione dell'architetto Angelo Zampolini il denaro dal quale sono stati poi ricavati gli assegni circolari utilizzati - secondo la Procura di Perugia - anche per l'acquisto di una casa del ministro Claudio Scajola. Un'ipotesi al centro di uno dei filoni di inchiesta condotti dai pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi, e sulla quale però non hanno voluto soffermarsi i legali di Anemone. Stamani è stata intanto rinviata al 12 maggio prossimo l'udienza davanti al gip Massimo Ricciarelli che dovrà decidere se commissariare le aziende del gruppo del costruttore, come chiesto dalla Procura perugina. Anemone, uno dei personaggi al centro dell'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi, ha sempre sostenuto la correttezza del proprio operato. Oggi è stato difeso in aula dagli avvocati Adriana Boscagli, Antonio Barbieri e Claudio Cimato.
LORY DEL SANTO, APPARTAMENTO SCAJOLA VALEVA POCO - "All'epoca dell'acquisto, l'appartamento del ministro valeva meno della metà di quello che ora si legge sui giornali, perché era in stato di deperimento. E' una casa al primo piano senza balconi, apparteneva alle persone più povere del palazzo che non hanno mai voluto ristrutturarlo". Lo ha detto ai microfoni dell'Alfonso Signorini Show Lory Del Santo, inquilina dello stabile con vista sul Colosseo dove si trova l'appartamento del ministro Claudio Scajola al centro dell'inchiesta della Procura di Perugia. "Quando è arrivato il ministro Scajola, abbiamo avuto subito una discussione: voleva mettere la parabola e io ho detto di no perché avevo già tredici parabole nel mio piccolo terrazzo" ha ricordato Del Santo. Nel settembre scorso i vigili urbani di Roma hanno eseguito la demolizione del gazebo dell'attico dell'attrice nello stabile, perché abusivo.
ROTONDI: POLVERONE STRUMENTALE, SCAJOLA ONESTO - Credo alle parole del ministro Scajola perché conosco la sua rettitudine e la sua onestà. L' opposizione sta alzando un polverone in maniera del tutto strumentale". Lo dichiara in una nota il ministro per l'Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi.